Assicurazioni e Risarcimenti in Sanità: Una Svolta con il nuovo Decreto attuativo della Legge Gelli-Bianco

Dopo sette anni dall’approvazione della Legge Gelli-Bianco (Legge 24/2017), finalmente è arrivato il suo decreto attuativo più atteso.
il 1° marzo 2024, infatti, è stato pubblicato in GU il Decreto n. 232/2024 (il “Decreto”) attuativo dell’art. 10, comma 6, della Legge n. 24/2017 (la “Legge Gelli-Bianco”).

Questo Decreto stabilisce i dettagli e i requisiti per le polizze assicurative destinate alle strutture sanitarie e agli operatori sanitari, oltre a definire le regole per le garanzie e i meccanismi di copertura assicurativa, dando agli assicuratori un periodo di due anni per adeguare le polizze esistenti.

Si tratta di un passo fondamentale nella gestione della responsabilità medica e del rischio clinico, rispondendo alle aspettative di professionisti sanitari, pazienti e gestori di strutture sanitarie.

Con l’introduzione di queste nuove regole, si completa dunque un altro fondamentale tassello dell’attuazione della Legge Gelli-Bianco che aveva riformato in modo significativo il campo della sicurezza delle cure e della responsabilità sanitaria, introducendo l’importante novità dell’obbligo di assicurazione per i rischi legati all’esercizio delle professioni sanitarie e alle attività sanitarie.

Questo Decreto punta a rafforzare la sicurezza delle cure e la tutela dei pazienti, promuovendo al contempo pratiche mediche più sicure e responsabili.

Il cuore del “Decreto assicurativo”

Il regolamento, detto anche “Decreto Assicurativo”, in ambito di Responsabilità Medica dagli addetti al settore, si compone di 19 articoli suddivisi in quattro titoli (“Disposizioni generali”, “Requisiti minimi ed uniformi per l’idoneità dei contratti di assicurazione”, “Requisiti minimi di garanzia e condizioni di operatività delle misure analoghe”, “Disposizioni finali”).

Il decreto, firmato dai ministri competenti dopo un lungo processo legislativo e burocratico, introduce le importanti seguenti novità:

  • Copertura Assicurativa: Il decreto estende la garanzia assicurativa a coprire sia la responsabilità contrattuale (per danni a terzi e prestatori d’opera) sia quella extracontrattuale degli operatori sanitari, includendo le prestazioni in libera professione all’interno delle strutture. Questo offre maggiore tranquillità agli operatori, disincentivando la pratica della medicina difensiva e promuovendo un’assistenza di qualità.
  • Massimali di Garanzia: Stabilisce i limiti minimi di copertura assicurativa, che variano da 1 a 5 milioni di euro per sinistro a seconda del tipo di struttura e dell’attività svolta, con possibilità di aggiustamento annuale in relazione all’andamento del Fondo di garanzia per danni da responsabilità sanitaria. Questo assicura una copertura proporzionata ai diversi livelli di rischio.
  • Modalità Operative e Coperture Alternative: Oltre alle polizze tradizionali, le strutture possono adottare “misure analoghe” come l’autoassicurazione, a condizione di creare un fondo di rischi e una riserva specifica per i risarcimenti, previa approvazione di una delibera.
  • Variazione dei Premi: Il decreto permette la revisione dei premi assicurativi alla scadenza di ogni contratto, basandosi sulla frequenza e sulla gravità dei sinistri, favorendo così una gestione proattiva del rischio e l’implementazione di misure preventive.
  • Obblighi di Pubblicità e Trasparenza: Richiede alle strutture sanitarie di divulgare i dati sui risarcimenti liquidati negli ultimi cinque anni, incrementando la trasparenza nei confronti dei pazienti.
  • Modalità “Claims Made”: Il decreto specifica che la copertura assicurativa adotta la modalità “claims made”, coprendo quindi le richieste di risarcimento presentate per la prima volta durante il periodo di validità della polizza e riferite a eventi accaduti in tale lasso temporale fino a 10 anni prima della conclusione del contratto assicurativo. Questo sistema assicura che i professionisti e le strutture siano protetti da reclami relativi a eventi passati, purché la polizza fosse in vigore al momento della presentazione del reclamo.
  • Periodo di Ultrattività: Prevede un’estensione della copertura assicurativa di dieci anni dopo la cessazione dell’attività, per proteggere contro richieste di risarcimento che possono emergere successivamente.
  • Diritto di Recesso dell’Assicuratore: Restringe le condizioni in cui l’assicuratore può recedere dal contratto, limitandole ai casi di condotta gravemente colposa da parte dell’assicurato, comprovata da una sentenza definitiva.

Il decreto dà agli assicuratori un periodo di due anni per adeguare i contratti esistenti ai nuovi requisiti stabiliti, segnando un importante passo avanti nel quadro legislativo italiano per la sicurezza delle cure e la responsabilità professionale nel settore sanitario.

Il provvedimento in commento mira a equilibrare la necessità di proteggere i pazienti e di garantire che i professionisti e le strutture sanitarie dispongano di adeguata copertura assicurativa, incentivando al tempo stesso una cultura della sicurezza e della prevenzione dei rischi.

decreto assicurazioni responsabilità medica

Implicazioni pratiche per gli operatori sanitari e le strutture

Ad avviso di chi scrive, questa nuova regolamentazione porta con sé cambiamenti significativi per il mondo sanitario, influenzando direttamente l’attività professionale degli operatori sanitari e il funzionamento delle strutture. Vediamo in dettaglio come.

Incentivo verso la Sicurezza e la Prevenzione

Il decreto stimola l’adozione di modelli organizzativi volti a migliorare la sicurezza delle cure e a ridurre i rischi per i pazienti attraverso una gestione e prevenzione efficaci dei rischi stessi. Questo aspetto sottolinea l’importanza di una cultura della sicurezza all’interno delle strutture sanitarie, dove la prevenzione e il controllo dei rischi diventano parte integrante dell’organizzazione.

Le strutture e i professionisti che dimostrano di gestire attentamente i rischi e di organizzare in modo efficiente le proprie attività hanno maggiori possibilità di ottenere coperture assicurative vantaggiose, a conferma del ruolo “educativo” delle assicurazioni nel promuovere pratiche di gestione del rischio più efficaci.

Maggiore Serenità per gli Operatori Sanitari

Gli operatori sanitari, dal canto loro, possono contare su una copertura e un sistema assicurativo più robusto ed efficace, che li tutela da possibili azioni legali per danni a terzi. Ne risulta un approccio nuovo, dove i professionisti possono concentrarsi, finalmente, sul fornire le cure migliori ai pazienti, senza la costante preoccupazione di possibili conseguenze legali.

Questa protezione contribuisce a diminuire la paura di possibili ripercussioni legali sul patrimonio personale, riducendo così la necessità di ricorrere alla “medicina difensiva”.

Implicazioni pratiche per i soggetti danneggiati da malasanità

La nuova normativa rafforza, inoltre, la tutela dei pazienti e dei loro diritti a ricevere un giusto risarcimento grazie alla solidità finanziaria delle compagnie assicurative, che sono obbligate per legge a mantenere elevati standard di solvibilità, assicurando che ci siano risorse sufficienti per coprire eventuali sinistri. Inoltre, la legge introduce le “analoghe misure” per quelle strutture che decidono di gestire in modo autonomo una parte o l’intero rischio, garantendo comunque che siano rispettati gli stessi standard di protezione assicurativa.

Ciò assicura che i pazienti possano essere risarciti adeguatamente in caso di danni, sia che la struttura si avvalga di una polizza assicurativa tradizionale sia che opti per l’autoassicurazione.

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Protezione rafforzata per i pazienti

Il regolamento rende, finalmente operativo il regime dell’azione diretta prevista dall’art. 12 della legge Gelli, azione che consentirà in futuro ai danneggiati di rivolgersi direttamente alle compagnie assicuratrici, al pari di ciò che avviene nella RC auto. Tali primi effetti si verificheranno subito per i contratti di nuova emissione.

Inoltre, il compito affidato alle compagnie di gestire i sinistri potrebbe mitigare alcune delle tensioni che frequentemente emergono, nella pratica, tra le assicurazioni e le strutture sanitarie, specialmente quando la volontà dell’assicuratore di liquidare un danno si scontra con l’opposizione della Struttura, in particolar modo per quanto riguarda il pagamento di una parte di risarcimento che cade sotto la cosiddetta quota di SIR (Self-Insured Retention), ovvero di quella quota non coperta dall’assicurazione.

A ciò si aggiunga che, dal punto di vista della protezione del paziente, l’introduzione di protocolli di gestione specifici, rappresenta un passo importante verso la garanzia di maggiore trasparenza e efficienza nel trattamento dei sinistri.

La stipula di questi protocolli mira a stabilire procedure chiare e condivise per la gestione dei sinistri, assicurando che i processi di valutazione del danno e di risarcimento siano condotti in maniera equa e tempestiva. Questo non solo facilita una risoluzione più rapida dei casi, ma contribuisce anche a ridurre le potenziali tensioni tra le strutture sanitarie e le compagnie di assicurazione, ponendo le basi per una collaborazione costruttiva che ha al centro l’interesse del paziente.

Riflessioni conclusive

Il decreto attuativo si rivela un passaggio fondamentale per il sistema sanitario italiano, portando finalmente a compimento la Legge 24 con le sue disposizioni attese da tempo. Accanto agli obblighi imposti alle strutture sanitarie, volti a migliorare la gestione organizzativa e la prevenzione dei rischi sanitari, si distingue anche per l’operatività dell’azione diretta del paziente danneggiato.

Quest’ultimo aspetto, di particolare interesse per chi, come me noi, si occupa di risarcimento danni in ambito di malpractice sanitaria, rappresenta un avanzamento significativo nella tutela dei pazienti.

La possibilità per il paziente di agire direttamente nei confronti della compagnia assicurativa per ottenere il risarcimento dei danni subiti costituisce un meccanismo di protezione più diretto ed efficace.

Questa novità semplifica e velocizza le procedure risarcitorie, riducendo gli ostacoli burocratici e le lungaggini che spesso caratterizzano questi processi. Tale misura amplifica la tutela dei diritti dei pazienti, garantendo un accesso più immediato alle compensazioni dovute per i danni subiti a causa di negligenze mediche.

Nonostante il valore indiscutibile del decreto, alcune criticità legate alla complessità del linguaggio utilizzato possono limitare la comprensione piena delle sue disposizioni. Questi aspetti, pur non inficiando la sostanza dei cambiamenti introdotti, suggeriscono la necessità di una maggiore chiarezza espressiva in futuro, per permettere a tutti gli stakeholder di navigare con sicurezza tra le nuove regole.

Tuttavia, il contributo complessivo del decreto al sistema sanitario non può che essere considerato positivo. Indirizza il settore verso un orizzonte di maggiore equità e sicurezza, migliorando la qualità delle cure offerte ai pazienti. Il decreto crea un equilibrio virtuoso tra la necessità di proteggere i professionisti sanitari da rischi legali e finanziari non sempre prevedibili e l’urgenza di assicurare ai pazienti un livello di sicurezza e di tutela dei diritti adeguato, in un sistema che pone al centro la prevenzione e una gestione oculata dei rischi.

In conclusione, sebbene vi siano margini per miglioramenti futuri, il decreto segna un passo importante verso un sistema sanitario più giusto, trasparente e sicuro. Incoraggia una cultura della prevenzione e dell’attenzione al paziente, principi fondamentali per un’assistenza sanitaria di qualità e per un contesto in cui ogni attore, dal professionista al paziente, possa sentirsi adeguatamente tutelato e valorizzato.

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