Denunciare un medico per diagnosi sbagliata

Abbiamo già visto in questo articolo “Risarcimento per diagnosi sbagliata che il medico che commette un errore durante il percorso diagnostico di una malattia, provocando un peggioramento delle condizioni di salute del paziente e ingenerando delle sofferenze ingiuste che ben potevano essere evitate, può andare incontro a responsabilità sia, di tipo penale, sia di tipo civile.

Tuttavia, prima di ogni altra considerazione al riguardo, è meglio chiarire cosa si vuole intendere (e cosa si ha in mente di ottenere) quando ci si riferisce genericamente alla possibilità o meno di denunciare un medico per diagnosi sbagliata.

Come ho spiegato altrove, infatti, con il termine “denuncia”, giuridicamente, si intende l’atto con il quale viene portato a conoscenza delle Autorità (Pubblico Ministero, Polizia, Carabinieri) un fatto di reato perseguibile d’ufficio, che normalmente è il caso di morte conseguente a malasanità.

Si attiva, quindi, un procedimento di tipo penale, che ha una funzione ben precisa e diversa da quella che si avrebbe se il caso fosse portato avanti ad un giudice civile, data dalla volontà di punire l’autore del reato (omicidio, lesioni, etc.).

Se l’intento, quindi, non è quello di perseguire penalmente un soggetto specifico, denunciare un medico per diagnosi sbagliata, altro non vuol dire che richiedere in sede civile un risarcimento dei danni al medico stesso, o nella maggior parte delle ipotesi, alla struttura sanitaria presso cui il medico svolge la propria attività.

Vediamo quindi, cosa succede in entrambi i casi e quali sono i diritti del paziente per invocare la responsabilità del medico in sede penale e civile.

Denunciare un medico per diagnosi sbagliata

Denunciare un medico per diagnosi sbagliata

Come accennato, il medico che provoca un danno alla salute del paziente, per una diagnosi che poi si rivela sbagliata, può andare incontro a responsabilità penale.

In particolare, in capo alla condotta del medico potrebbero configurarsi le ipotesi di reato di omicidio colposo o di lesioni personali.

Ad esempio, è possibile denunciare un medico per diagnosi sbagliata, nel caso in cui,  non avendo effettuato i dovuti esami clinici, dimetta con la diagnosi di gastrite un paziente che in realtà è affetto da una patologia tumorale; favorendo così un processo patologico che, se fosse stato subito curato, sarebbe stato evitato o quantomeno contenuto in termini di conseguenze dannose per il paziente.

Possiamo quindi affermare che, se sia accertato che proprio l’errore (diagnostico, nel caso che stiamo trattando) abbia provocato il peggioramento o l’aggravamento dello stato di salute, il reato configurabile è quello di lesioni, mentre se dall’errore, ne discende la grave conseguenza della morte del paziente, il reato a cui il sanitario sarà chiamato a rispondere è quello di omicidio colposo.

Va precisato che, la legge esclude la punibilità se il medico denunciato dimostra di aver agito in ossequio alle linee guida che regolano il caso specifico.

Infatti, in ambito penalistico, la recente riforma legislativa, nel modificare l’art. 590 sexies del codice penale, ha espressamente escluso la punibilità per colpa del medico (imperizia) se, nel caso concreto, ha rispettato le linee guida o, in mancanza, le buone pratiche clinico assistenziali individuate dalla migliore scienza.

L’ intento del legislatore, è quello di non mortificare l’iniziativa del professionista con il timore di ingiuste rappresaglie da parte dei pazienti e così da restituire al medico una serenità operativa, per evitare così la c.d. medicina difensiva.

Denunciare un medico per negligenza

Da quanto abbiamo visto, ne deriva una prima necessaria conseguenza, ovvero che prima di procedere a denunciare un medico per diagnosi sbagliata, o più in generale per negligenza medica, deve trattarsi di un caso in cui si sono verificate gravi mancanze in capo all’operatore sanitario che si vuole perseguire penalmente, se non vogliamo che la nostra denuncia sia immediatamente archiviata per mancata colpevolezza.

Non solo, i presupposti che regolano la responsabilità penale sono molto rigidi.

Dal momento che la finalità è quella di punire il reo, occorre dimostrare in modo rigoroso il c.d. nesso causale tra il danno subito e l’errore del medico, che non è cosa da poco e il rischio di subire una controquerela per calunnia è sempre dietro l’angolo.

Si tratta, quindi, di comprendere se ed in quale misura una denuncia, nel senso che abbiamo visto, possa però tornare utile ai propri interessi e se, effettivamente, nel caso specifico sussistono i presupposti richiesti dalla legge per procedere con l’azione penale.

In questi casi è sempre meglio chiedere la consulenza di un avvocato.

In linea generale, comunque, in questo articolo, “come denunciare un caso di malasanità” do alcune indicazioni sulla convenienza o meno di denunciare un medico per diagnosi sbagliata.

Sta di fatto che, se sei vittima di un grave e conclamato errore sanitario il tuo diritto di denunciare un medico è indiscusso così come la possibilità di segnalare l’accaduto in tutte le sedi competenti per attivare l’iter investigativo necessario.

Per sapere quali sono i tempi per denunciare un caso di malasanità trovi tutte le informazioni qui.

Risarcimento danni per negligenza medica

Diverso il discorso deve essere fatto per quanto riguarda il caso di chi voglia denunciare un medico, al solo fine di ottenere un risarcimento dei danni per negligenza medica.

In questi casi, l’azione civile si basa su presupposti differenti da quelli che valgono in sede penale e nella maggior parte delle volte, è il procedimento preferibile per sostenere la responsabilità del sanitario, fuori dai casi di malasanità di particolare rilievo o gravità.

Lo scopo,  è solo quello di ottenere il risarcimento del danno da parte dei soggetti responsabili con la peculiarità che, alla responsabilità del medico, si affianca quella della struttura sanitaria che oggi acquista sempre di più maggior importanza come soggetto che ha il governo della gestione del rischio, mentre il medico è solo un anello di una “catena” e di un’organizzazione più complessa, nell’ambito della quale è eterodiretto e dove le scelte vengono prese e definite dalla struttura stessa.

In pratica, in caso di danni medici la legge specifica chiaramente che a risponderne sono sia l’ospedale sia il medico che è intervenuto sul paziente.

Si parla, infatti, di “responsabilità solidale del medico e della struttura”.

Ciò vuol dire che la richiesta può essere effettuata sia nei confronti delle strutture sanitarie (aziende sanitarie appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale, Cliniche e case di cura private), sia nei riguardi del personale sanitario appartenente a strutture sanitarie o medici liberi professionisti (che operano nel proprio studio privato).

In ambito civile, inoltre è possibile far valere forme di responsabilità in cui, specie nei casi di gravi carenze strutturali ed organizzative, non è possibile individuare un preciso “colpevole”, o perché non è identificabile il singolo soggetto autore dell’errore medico o perché la responsabilità si fonda su un difetto o una carenza della struttura stessa.

Ad ogni buon conto, prima di denunciare un medico per diagnosi sbagliata o intraprendere una causa civile per il risarcimento del danno contro l’ospedale, la legge richiede l’espletamento di determinati adempimenti preliminari per tentare un confronto tra le parti.

Se hai bisogno di valutare un caso specifico e capire quale iniziativa intraprendere per ottenere giustizia, puoi contattare QUI il nostro studio per ottenere un inquadramento medico legale del caso.

 

 

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