10 diritti fondamentali del paziente in ospedale

Quali sono i diritti del paziente ricoverato presso un ospedale o una qualsiasi struttura sanitaria?

E’ possibile che, a fianco ad un generico diritto alla cura, nel rapporto tra medico e paziente e struttura, si instauri un rapporto ben più complesso che genera altri importanti diritti?

La risposta è certamente positiva: nascono, infatti, diritti che sono essenziali nel rapporto con i medici e le strutture sanitarie e la cui violazione è fonte di responsabilità.

Di fronte alla violazione di questi diritti è possibile intervenire, denunciando pubblicamente le ingiustizie, le prevaricazioni, i danni sofferti per negligenza o incompetenza.

Ho individuato almeno 10 diritti fondamentali del paziente ricoverato in ospedale che vorrei condividere e descrivere in questo articolo .

Questi diritti sono legati anche a numerose dichiarazioni e raccomandazioni internazionali; possono essere inclusi in particolari regolamenti o atti (come atti amministrativi, carte di servizi, etc..) che molto probabilmente a tutti sarà capitato di leggere o di ricevere mentre si faceva ingresso in una struttura.

In ogni caso, che questi documenti li abbia ricevuti o no, o che tu conosca o meno questi diritti di cui ti parlo in seguito, devi sapere che rappresentano il nucleo dei livelli essenziale di ognuno di noi; sono diritti che ci appartengono, a prescindere dal riconoscimento esterno di qualcun altro perché sono strettamente collegati ai valori fondamentali di ognuno di noi come “persona”.

Vediamoli allora, insieme, uno alla volta, così da capire come puoi riconoscerli e difenderli, cercando di coglierne le implicazioni pratiche che possono avere  durante il ricovero presso una struttura.

diritti del malato in ospedale

Quali sono i diritti del malato in ospedale?

1. DIRITTO ALL’INFORMAZIONE

Il paziente ha il diritto di essere informato in maniera chiara e appropriata sul proprio stato di salute, e non solo. Al momento dell’ingresso in struttura, il paziente deve ricevere un’informazione scritta concernente i propri diritti, i propri doveri e le condizioni del proprio soggiorno.

Esattamente su che cosa il paziente deve essere informato?

  • sullo stato di salute: il medico deve informare il paziente sulla malattia e sulla gravità delle tue condizioni di salute, sul possibile evolversi della stessa e dei rischi connessi al suo avanzare;
  • sulle visite e trattamenti da effettuare: il medico deve spiegare al paziente in modo chiaro e comprensibile quali sono le visite e i trattamenti previsti, le possibilità di riuscita, le eventuali complicanze ed effetti collaterali;
  • sulla possibilità di trattamenti alternativi: il medico illustra al paziente quali sono le conseguenze in caso di rinuncia al trattamento sanitario e se ci sono delle alternative praticabili.

Al riguardo è bene sapere che, prima di effettuare un intervento, o contestualmente ad esso, siamo tenuti a firmare un documento scritto in cui confermiamo di essere stati informati sul tipo di intervento e sui possibili rischi: il c.d. “consenso informato“. Se non ne hai mai sentito parlare o se vuoi approfondire trovi altro contenuto utile in questo articolo: “Modulo consenso informato: 7 caratteristiche essenziali“.

Tieni presente che, questo documento, dovrebbe essere firmato solo se effettivamente abbiamo ricevuto una corretta e completa informazione.

Come si esercita nella pratica questo diritto e cosa possiamo fare per difenderci? 

Innanzitutto, è sempre possibile porre delle domande, chiedere spiegazioni e segnalare, se necessario, di non aver capito l’informazione.

Secondariamente, è assolutamente sempre possibile richiedere un secondo parere medico, che non è un atto di sfiducia nei confronti del medico che espresso il primo parere, ma esercizio del  diritto ad un’informazione migliore, affinché ciascuno di noi  possa decidere con cognizione di causa se aderire al trattamento o meno, soprattutto nei casi in cui bisogna affrontare un determinato intervento chirurgico invasivo o comunque delicato e impegnativo.

Dal canto loro, struttura e medico, devono evitare qualsiasi barriera burocratica che renda inaccessibile la piena informazione; dovrebbero ad esempio preparare materiale informativo, tenere conto delle  specificità religiose, culturali ed etniche di ciascun paziente, nel comunicare correttamente l’informazione.

2. DIRITTO AL CONSENSO LIBERO E INFORMATO

Collegato al precedente, tra i diritti fondamentali del paziente in ospedale, troviamo il diritto al consenso, cioè il diritto di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la propria salute.

Il consenso è in stretto rapporto al diritto alla salute del singolo, per il quale i trattamenti sanitari sono obbligatori nei soli casi espressamente previsti dalla legge. Pertanto:

il criterio di disciplina della relazione medico-paziente è quello della libera disponibilità del bene salute da parte del paziente stesso, in possesso delle capacità di intendere e di volere, cioè in possesso della capacità di comprendere la reale portata dell’intervento e prendere una decisione consapevole.

Di conseguenza, per legittimare un trattamento terapeutico, il medico deve dare un’informazione completa, a seguito della quale il paziente presta il proprio consenso.

Il consenso non deve, quindi, essere un semplice atto formale ma il frutto di un rapporto leale e collaborativo.

In pratica, ciascuno di noi, come paziente, deve essere messo in condizione di valutare concretamente i rischi dell’intervento, soppesando tutte le possibili alternative, tenendo ben presente che abbiamo sempre il diritto di rifiutare le cure, di interrompere un trattamento o di lasciare un istituto di cura se lo si desidera.

In questo post trovi tutte le caratteristiche che deve avere il consenso per essere considerato giuridicamente valido.

3. DIRITTO ALLA LIBERA SCELTA

Nel caso di trattamenti ambulatoriali il paziente ha il diritto di scegliere liberamente il medico a cui rivolgersi. Per lo stesso principio è libero di scegliere liberamente anche la Struttura sanitaria in cui desidera essere curato.

In pratica:

Se, quindi, ti dovesse capitare di non aver più fiducia nel tuo medico, hai sempre diritto di sceglierne un altro; è un tuo diritto inoltre decidere a quali esami diagnostici e terapie sottoporti.

I servizi sanitari hanno il dovere di garantire questo diritto, fornendo informazioni sui diversi centri e professionisti in grado di garantirti il trattamento da te desiderato, a parità dei medesimi risultati per la salute; perché questo diritto sia reso effettivo i servizi sanitari dovrebbero rimuovere ogni ostacolo che ne impedisca l’effettivo esercizio.

4. DIRITTO DI ACCESSO ALLA CARTELLA CLINICA

Il paziente ha il diritto di consultare la propria cartella sanitaria e di farsene spiegare il significato, nonché di farsi consegnare una copia dei documenti che la compongono.

Il diritto di accedere alla propria cartella clinica vale per l’intera cartella, e per tutti i documenti che la compongono.

Copia della cartella clinica e dei documenti sanitari, può essere fornita in forma cartacea o su supporto informatico, anche se la legge predilige quest’ultima forma.

Come scrivo nel mio articolo “Richiesta cartella clinica: come farla?” nella cartella clinica sono contenuti in ordine cronologico, contestualmente a come sono avvenuti, i fatti relativi alla propria storia medica, vale a dire: diagnosi, evoluzione della malattia, dettagli del trattamento a cui sei stato sottoposto, medicamenti somministrati, risultati di analisi e radiografie, rapporti etc.).

Le cartelle cliniche, unitamente ai relativi referti, vanno conservate illimitatamente

5. DIRITTO ALLA RISERVATEZZA

Un altro diritto fondamentale che non può di certo essere trascurato, soprattutto di questi tempi, riguarda la privacy e la confidenzialità dei dati in ambito sanitario.

Ogni paziente ha il diritto alla confidenzialità delle informazioni di carattere personale che riguardano il suo stato di salute e le possibili procedure diagnostiche o terapeutiche, così come ha diritto alla protezione della sua privacy durante l’effettuazione di esami, visite specialistiche, e l’esecuzione degli interventi sanitari.

Cosa vuol dire in pratica?

Vuol dire che gli operatori sanitari hanno l’obbligo di rispettare il segreto professionale, ciò devono tenersi per sé,  le informazioni di cui sono venuti a conoscenza nello svolgimento dell’attività professionale.

Questo comporta che:

  • Il medico può condividere le informazioni con altri medici/operatori sanitari, solo per finalità terapeutiche, e solo se anche gli altri medici sono deputati alle tue cure perché ti hanno appunto “preso in carico“; nei confronti degli altri operatori sanitari rimane vincolato al segreto professionale;
  • il medico o l’operatore sanitario, possono trasmettere a persone vicine al paziente le informazioni sullo stato di salute, soltanto dopo essere stati autorizzati dal paziente stesso;
  • Ogni certificato medico rivolto al datore di lavoro deve contenere unicamente informazioni concernenti la “capacità al lavoro“.

6. DIRITTO AGLI STANDARD DI QUALITA?

Ogni individuo ha il diritto di accedere a servizi sanitari di alta qualità, sulla base della definizione e del rispetto di standard ben precisi.

Per capirci meglio, pensa agli standard di qualità come se fossero dei punti di riferimento, gli stessi validi per tutti che normalmente vengono riassunti in un documento: la carta dei servizi. Essi, rappresentano, quindi, i “livelli attesi”, ciò che ci si aspetta dai medici e dal personale della struttura, e che ci auguriamo sempre siano ogni volta più alti del normale o del minimo garantito.

Questo comporta che i professionisti sanitari devono rispettare quei livelli, praticando standards soddisfacenti di prestazioni tecniche, di comfort e di relazioni umane. Gli standard di qualità dichiarati nella Carta dei Servizi, infatti, sono obiettivi dichiarati dall’Azienda sanitaria e costituiscono forme di garanzia all’utente sul tema del servizio.

7. DIRITTO ALLA SICUREZZA

Connesso alla qualità del servizio è senz’altro il diritto di non subire danni derivanti dal cattivo funzionamento dei servizi sanitari, dalle pratiche sbagliate e dagli errori medici (c.d. malpractice).

La sicurezza e l’incolumità del paziente costituiscono la base per un buon rapporto medico-struttura.

Questo obiettivo si i realizza anche con tutte le attività di prevenzione e di gestione del rischio, collegato alla prestazione sanitaria, che le strutture dovrebbero portare avanti e per cui tutto il personale è tenuto a collaborare.

Ad esempio, tra i principali criteri di buona organizzazione, per una corretta gestione e prevenzione dei rischi, troviamo:

  • la disponibilità di sufficiente personale qualificato, soprattutto nei momenti necessari come le emergenze,
  • la sorveglianza e il coordinamento dei servizi,
  • locali salubri e idonei (es. l’aria condizionata nei reparti),
  • la disponibilità di attrezzature adeguate e tecnologicamente aggiornate,
  • l’utilizzo di prodotti sicuri.

8. DIRITTO DI LIBERTA’ DI MOVIMENTO

Questo diritto si concretizza nel divieto di ogni misura di contenzione:

Le misure di contenzione sono tutti quegli atti realizzati con strumenti fisici, chimici o ambientali applicati direttamente alla persona o al suo spazio circostante con l’obiettivo di limitarne i movimenti.

Considera che, solo a condizioni molto rigide e in casi veramente particolari ed eccezionali, è possibile imporre misure che limitino la libertà di movimento o trattamenti senza consenso. Si parla, in questi casi di “misure di protezione” che possono essere applicate nel caso in cui, ad esempio, un paziente rappresenta un pericolo grave per la propria salute o sicurezza, oppure per quelle di altre persone, o sta turbando gravemente la vita comunitaria presso cui è ricoverato. In ogni caso, occorre sempre, sempre che la misura sia proporzionata.

Fatte salve le ipotesi d’urgenza, la misura deve essere sempre discussa preventivamente con il paziente.

9. DIRITTO AD ESSERE ACCOMPAGNATI

Chi soggiorna in una struttura ha diritto ad un’assistenza e a consigli per tutta la durata della sua degenza; ha inoltre, il diritto di chiedere sostegno alle persone a lui vicine e di mantenere il contatto con la sua cerchia abituale di affetti.

In virtù di questo diritto, è possibile chiedere di essere assistiti nelle pratiche legate all’ospedalizzazione o al ricovero.

Deve essere, inoltre, garantito sostegno morale e umano, anche nelle scelte sanitarie da compiere.

In virtù di tale diritto è possibile ricevere visite da chiunque durante il soggiorno (genitori, persone a te vicine, conoscenti, invitati) a meno che vi siano controindicazioni mediche gravi (ad esempio, in caso di contagio o di cure intense).

10. DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO

Dulcis in fundo, ma non per minore importanza, tra i diritti fondamentali del paziente in ospedale, troviamo senz’altro il diritto al risarcimento del danno.

Ogni volta che un paziente ha sofferto un danno, sia esso fisico o morale, per la violazione dei propri diritti, a causa di un trattamento sanitario, ha diritto a ricevere un equo risarcimento in tempi ragionevoli.

I servizi sanitari devono garantire un risarcimento, qualunque sia la gravità del danno e la sua causa, anche quando la responsabilità ultima non può essere determinata con assoluta certezza.

 

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Diritti del malato: Come difendersi e a chi rivolgersi

Appurato quali sono i diritti del malato in ospedale, l’avvocato è l’unico professionista autorizzato dalla legge ad assisterti in tutte le fasi del procedimento per ottenere giustizia in casi di malasanità o di compromissione ingiustificata di uno di questi diritti.

Il suggerimento è quello di rivolgersi quanto prima  ad avvocati per malasanità di propria fiducia, per stabilire se effettivamente se vi è  stata nello specifico una reale compromissione dei diritti del paziente in ospedale.

In particolare, l’avvocato, potrà aiutarti a quantificare l’ammontare esatto dei danni provocati e ad avviare la procedura più adeguata per contestare le condotte ai soggetti responsabili ed ottenere un eventuale risarcimento per i pregiudizi subiti.

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