Errore medico: risarcimento senza causa.

Se pensi che l’unica soluzione sia “fare causa”, in caso di errore medico, per ottenere un risarcimento dei danni subiti, sappi che non sei sulla buona strada anche perché, ammesso che tu abbia i presupposti di legge per poterlo richiedere, la causa vera e propria in tribunale è sempre vista, anche dalla legge, come ultimo rimedio.

Esistono altri rimedi, infatti, a tua disposizione per ottenere il riconoscimento del tuo diritto prima di avviare una causa in tribunale.

Ti capisco, avere 40 anni, ma sentirne già il doppio è scoraggiante ed è frustrante;   sapere che il problema che ti provoca tanta sofferenza, magari, non potrà facilmente risolversi ti fa sentire ancora peggio ed immagino anche che tu non ne possa più e voglia tornare a vivere come prima.

Tuttavia,  se da un punto di vista umano la tua reazione può essere comprensibile, ed è giusto che qualcuno ti ripaghi per i danni subiti, ci sono alcuni passaggi che dovoresti, in ogni caso, prendere in considerazione prima di intraprendere una causa e che puoi aver chiaro dopo aver letto questo articolo.

Ma procediamo con ordine e vediamo di capire meglio, cosa dice la legge al riguardo.

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Errore medico, risarcimento: Quando posso chiedere un risarcimento per errore medico?

Chiedere un risarcimento per errore medico è un nostro diritto, purché sia fondato e la richiesta non sia pretestuosa, ma sia stata effettivamente accertata l’imperizia sanitaria.

La legge, infatti, consente a chiunque subisca un danno ingiusto per colpa di altri la possibilità di chiedere e ottenere un risarcimento.

Nel tuo caso entra in gioco un particolare tipo di responsabilità, detta appunto “responsabilità medica” che si ha quando, ad esempio, ad un paziente è stata somministrata una terapia sbagliata, o gli è stata formulata una diagnosi errata, che hanno portato al peggioramento delle sue condizioni di salute.

Per far valere il tuo diritto al risarcimento danno, per errore medico o malasanità, in questi casi l’ordinamento giuridico ti consente di percorrere diverse “strade”.

Mi spiego meglio, se ti rivolgi ad un avvocato non credere di “partire in quarta” con la causa in tribunale per richiedere il risarcimento.

Ti si possono prospettare sicuramente altre ipotesi, da valutarsi caso per caso, accomunate dal fatto di evitare la strada del contenzioso, cioè della causa in tribunale, e trovare una soluzione il più possibile conciliativa anche in tempi ragionevolmente brevi.

Dei casi di negligenza medica ne parlo diffusamente in un altro articolo Risarcimento danni per negligenza medica: cosa fare?, che ti consiglio di leggere se vuoi comprendere quando può dirsi che il sanitario ha sbagliato.

In questo articolo volgio, invece, concentrarmi su un altro aspetto relativo alla necessità o meno di fare causa, una volta appurato l’errore.

Causa per errore medico: conviene e quali sono i rischi?

Considera che, ottenere una sentenza favorevole in una causa per errore medico può essere una procedura lunga e complessa dove magari, ci potresti anche rimettere. Inoltre la causa ha un costo notevole: il tempo, spesso nascosto e sottovalutato, da considerarsi anche in relazione alla solvibilità della tua controparte dopo alcuni anni.

Se poi, come capita, l’assicurazione offre una determinata somma dopo il sinistro, ma ritenendo di poter ottenere di più, senza valide ragioni, l’offerta viene rifiutata, il rischio è quello di imbattersi in una causa che alla fine può portare ad ottenere risarcimenti inferiori; risultato pratico: tempi dilatati e spese legali raddoppiate.

Ad ogni modo, questi rischi sono evitabili se alla base c’è una buona consulenza specialistica di partenza ed un’analisi approfondita di tutti gli elementi medico-lagali del caso, in cui sono stati valutati i presupposti, i rischi, i vantaggi e gli inconvenienti di ogni possibile ipotesi.

causa per errore medico Causa per errore medico: quali sono le altre vie percorribili?

La legge stabilisce che, in caso di danno, dovuto ad errore medico o malasanità, a risponderne sono sia l’ospedale sia il medico che è intervenuto sul paziente, come spiego in questo articolo.

La responsabilità, infatti, è ripartita su entrambi, sebbene a titolo diverso, ciò sulla base di qualifiche tecnico-giuridiche differenti che comportano risvolti pratici notevoli per ciò che riguarda  chi e come deve fornire la prova del danno e l’ammontare dei danni risarcibili.

Ora, per il momento, ti basta sapere che anche l’Azienda ospedaliera ha una responsabilità diretta nei tuoi confronti e che l’errore sanitario non pesa solo sul medico, ma anche sull’ospedale stesso che si avvale del personale sanitario per erogarti le prestazioni di cura.

3 vie per richiedere il risarcimento per errore medico:

  1. La trattativa e l’Accordo informale

L’iter da affrontare per richiedere il risarcimento per errore medico inizia sempre con una pre-fase, necessaria a tutti gli strumenti, che è quella della ricostruzione dettaglia dei fatti e dell’analisi di tutta la documentazione medica (e non) inerente la vicenda.

Per questa ragione, è consigliabile rivolgersi ad un avvocato specializzato nella materia, sin da subito, che saprà assisterti già nella fase preliminare di supporto nella ricerca dei documenti necessari (come cartella clinica e certificati importanti etc..) e di ricostruzione dei fatti e che valuterà la sussistenza dei presupposti legali per chiedere il risarcimento del danno. Con il supporto del medico legale, inoltre, potrà fornirti un parere sulla responsabilità dei sanitari e/o della struttura ospedaliera coinvolti nella vicenda medica esaminata.

Nel caso venga stabilito l’effettivo errore medico, allora si potrà inviare una formale richiesta di risarcimento ai soggetti responsabili, sotto forma di diffida e contestuale messa in mora ai soggetti ritenuti responsabili.

Il primo atto legale consiste in una formale richiesta scritta, che avrà lo scopo di mettere in mora il medico e/o la struttura ospedaliera e/o la Compagnia Assicurativa, interrompendo i termini di prescrizione.

A questo punto l’ospedale e il medico si rivolgeranno alla propria compagnia assicurativa per aprire il sinistro: in questa fase potrai essere sottoposto ad una visita medico legale di riscontro presso un incaricato dalla compagnia per accertare l’entità del danno.

Se i risultati delle visite medico-legali della compagnia sono conformi alle tue e si rileva un caso di errore medico, è possibile quindi avviare una trattativa per trovare un accordo per la liquidazione del risarcimento dovuto.

La tua controparte quindi, potrà formulare un’offerta di risarcimento e sarà anche possibile far interloquire i periti di parte per individuare eventuali punti di accordo. In caso di accettazione dell’offerta la trattativa così instaurata si chiude.

Qualora l’offerta non sia formulata o il risarcimento per errore medico offerto risulti insufficiente, sarà necessario procedere con le successive fasi.

  1. Consulenza Tecnica Preventiva

L’ATP, come comunemente viene chiamata, è uno strumento previsto dalla legge che ha come finalità l’espletamento di una consulenza tecnica, in via preventiva, ai fini della composizione bonaria della lite.

Questa fase, che si apre con uno specifico ricorso fatto necessariamente con l’assitenza dell’avvocato, prevede lo svolgimento di una consulenza medico legale sul paziente-danneggiato in presenza dei consulenti delle parti e di un terzo ulteriore consulente c.d. super partes, cioè al di sopra delle parti perché nominato dal tribunale.

Il consulente “super partes” in questi casi, deve tentare la conciliazione.

La partecipazione al procedimento è obbligatoria per tutte le parti, comprese le imprese di assicurazione, che hanno l’obbligo di formulare l’offerta di risarcimento del danno o di comunicare espressamente i motivi per cui ritengono di non formularla.

In caso di mancata partecipazione il giudice condanna le parti, che non hanno partecipato, al pagamento delle spese di consulenza e del procedimento.

Il punto forte di questo procedimento è che le parti chiamate devono presentare un’offerta di risarcimento del danno per errore medico al paziente, al fine di giungere ad un accordo.

Con ottime probabilità, un procedimento peculiare come questo caratterizzato da un’approfondita valutazione tecnica dei fatti, può certamente consentire di sciogliere i nodi sugli aspetti medico-legali eventualmente controversi, e di giungere ad una transazione con la controparte e l’assicurazione.

Nell’ipotesi in cui non si giunga ad un accordo transattivo, si dovrà procedere con una causa ordinaria.

  1. La Mediazione

Per i casi di responsabilità medica, prima di entrare in aula di Tribunale, vi è un altro strumento a disposizione del danneggiato, alternativo al precedente: la mediazione.

La mediazione (il cui riferimento legislativo è il D.Lgs. 28/2010) è una procedura preliminare alla causa dove nel corso del procedimento un soggetto terzo (il mediatore) verifica se vi siano le condizioni per raggiungere un accordo bonario tra le parti ed evitare che si rivolgano al Tribunale e tenta l’accordo.

Il mediatore non è un giudice, ma è comunque una figura indipendente dalle parti coinvolte, chiamata a risolvere eventuali divergenze e conflitti, con lo scopo di favorire il più possibile un accordo tra le parti, e ad aiutarle a trovare una soluzione definitiva con costi e tempi contenuti.

Il procedimento, infatti, deve concludersi al massimo entro tre mesi.

Se, nonostante una perizia a te favorevole, la controparte non si adopera per un’offerta transattiva adeguata, sarà possibile proporre comunque un giudizio ordinario, cioè una causa in tribunale per l’ottenimento di una sentenza favorevole. Sarà poi allora il giudice in definitiva che deciderà il caso.

Tieni presente che, con la recente riforma nella materia della responsabilità sanitaria, introdotta con la legge 24/2017, si stabilisce che chi intende promuovere una causa davanti al giudice civile, relativa a una controversia di risarcimento danni per responsabilità sanitaria, deve prima ricorrere, alternativamente, ad uno dei procediemnti appena visti.

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Causa, errore medico e tribunale

Come hai visto in questo articolo, la strada del tribunale è concepita dalla Legge come rimedio estremo; è evidente l’intento legislativo di invitare le parti a superare inutili contrasti e a velocizzare le procedure evitando il radicarsi di cause civili lunghe e dispendiose.

Avrai, quindi, compreso che se vuoi chiedere un risarcimento danni per errore medico, non puoi fare subito una causa “a freddo”, ma prima devi tentare una di queste due vie conciliative, contro l’ospedale e l’assicurazione.

Ora, dinnazi alla scelta se intraprendere un percorso piuttosto che un altro, sicuramente un buon lavoro di esame e studio strategico del caso può fare la differenza per non ritrovarsi ad avviare procedimenti infruttuosi, con inutili perdite di tempo e denaro.

Con una buona consulenza specialistica di partenza ed un’analisi approfondita di tutti gli elementi medico-lagali del caso specifico, è possibile, infatti, conoscere preventivamente i rischi, i vantaggi e gli inconvenienti di ogni possibile azione.

Se hai bisogno di supporto e vuoi sapere se nel tuo caso ci sono i presupposti per richidere il pagamento dei danni e quali sono le strade percorribili, in questa pagina puoi richieder un primo colloquio senza impegno.

 

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