Errori medici e prescrizione: guida completa alle tempistiche

 

Nel frastuono di un mondo in cui la cura e il benessere dei pazienti sono al centro dell’attenzione, gli errori medici emergono come un aspetto cruciale e talvolta controverso del panorama sanitario. Quando si tratta di conseguenze inaspettate e danni causati da presunti errori medici, la prescrizione gioca un ruolo fondamentale nel delineare i confini dell’accountability e del risarcimento.

In questo contesto, comprendere appieno i tempi di prescrizione, quell’intervallo cruciale entro il quale è possibile avanzare richieste di indennizzo, riveste un’importanza vitale per i pazienti che si trovano a fronteggiare sfide legate a potenziali negligenze mediche.

Nel seguente articolo, ci addentreremo nelle regole giuridiche dei tempi di prescrizione per gli errori medici, tracciando una mappa chiara e dettagliata delle scadenze entro cui i pazienti possono inoltrare richieste di risarcimento.

Esamineremo da vicino la recente legislazione, soffermandoci sulle implicazioni dell’introduzione della legge Gelli-Bianco del 2017 e sulla sua influenza sui casi di malasanità. Oltre a considerare i limiti temporali imposti, esploreremo le varie sfumature delle responsabilità penali e civili che coinvolgono i professionisti medici e le strutture sanitarie.

Svilupperemo inoltre il concetto di “consapevolezza” e “esteriorizzazione” nel contesto degli errori medici, sondando le sfide che i pazienti potrebbero affrontare nel determinare quando esattamente il timer della prescrizione inizia a scorrere egettando luce su un argomento che può risultare intricato e talvolta frustrante per chi cerca giustizia dopo aver subito danni dovuti a un errore medico.

Prescrizione dei danni per errori medici

La riforma Gelli-Bianco ha introdotto significativi mutamenti riguardanti la sfera della responsabilità medica. La tematica dei tempi entro i quali richiedere un indennizzo per danni derivanti da errori medici costituisce un argomento di cruciale importanza per i pazienti. Ratificata nel 2017, la legge Gelli-Bianco ha introdotto nuove disposizioni relative alle ipotesi di responsabilità per errori medici con conseguenze che si riflettono anche sul campo delle regole della prescrizione. Nella presente esposizione, procederemo a un’analisi approfondita dei lassi temporali per l’ottenimento di risarcimenti danni per errori medici, differenziando tra la responsabilità penale e civile del professionista medico e delle strutture sanitarie.

Cos’è la prescrizione e perché è importante conoscerla?

Prima di procedere nella trattazione dell’articolo, facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cos’è la prescrizione e perché è importante conoscerla.

Nel vasto scenario giuridico, la “prescrizione” emerge come un concetto cardinale che traccia i confini temporali entro cui è possibile intraprendere azioni legali per far valere i propri diritti o richiedere risarcimenti.

Questa scadenza, spesso sottolineata da termini specifici previsti dalla legge, svolge un ruolo fondamentale nel tessuto della giustizia, ponendo limiti chiari al tempo a disposizione dei cittadini per agire in base a circostanze specifiche.

La conoscenza della prescrizione è essenziale per molteplici ragioni. Innanzi tutto, essa protegge il principio di finalità e stabilità nell’ambito delle controversie legali. Stabilendo tempi limitati per agire, si evita che eventi passati possano essere rispolverati indefinitamente, garantendo così una risoluzione celere ed equa delle dispute.

In particolare, nel contesto degli errori medici, comprendere la prescrizione è di vitale importanza. Gli errori medici possono avere conseguenze gravi e durature per i pazienti, e la ricerca di giustizia è un passo cruciale nel processo di ripresa. Tuttavia, il trascorrere del tempo può offuscare le prove, rendendo difficile stabilire la responsabilità e i collegamenti causali tra l’errore e il danno.

Pertanto, i tempi di prescrizione in tali situazioni definiscono un confine critico entro il quale è possibile cercare un rimedio legale.

In un’epoca in cui l’informazione è a portata di mano, la consapevolezza della prescrizione offre ai pazienti una mappa dettagliata e chiara del percorso da seguire. Capire quando si scatena il cronometro legale, considerando aspetti quali la “consapevolezza” e l'”esteriorizzazione” dei danni, impedisce il rischio di procrastinare azioni legali essenziali per la propria tutela.

In definitiva, conoscere e rispettare i tempi di prescrizione non solo protegge i diritti dei cittadini, ma rappresenta un passo fondamentale verso un sistema giuridico equo ed efficiente.

Che si tratti di errori medici o di altre questioni legali, avere chiara comprensione dei termini di prescrizione significa dettare il ritmo del proprio percorso verso la giustizia, evitando che il tempo possa essere un ostacolo nell’ottenere il riconoscimento dei propri diritti.

Quando si prescrive il diritto all’ottenimento delrisarcimento nei confronti della struttura?

La prescrizione decennale per i danni derivanti da errori medici

L’impatto della legge Gelli-Bianco ha generato notevoli rivolgimenti in ambito di responsabilità medica. Fino alla sua adozione, la responsabilità professionale del medico era regolamentata nell’ambito contrattuale, con un termine di prescrizione di 10 anni per l’esercizio dei diritti al risarcimento danni del paziente.

La nuova normativa ha frammentato la responsabilità in termini di sfera penale e civile, riflettendosi in diverse scadenze prescrizionali per il risarcimento dei danni.

Secondo la Legge Gelli-Bianco, l’accusa di negligenza nei confronti del medico non può essere sostenuta a livello penale se egli ha osservato le linee guida o le corrette prassi clinico-assistenziali.

Il procedimento penale viene scoraggiato in molte circostanze, considerando i prolungati tempi di attesa e i consistenti costi che comporterebbe per il paziente. L’imputazione penale al medico è quindi limitata in base al rispetto delle linee guida e alla loro adeguatezza al caso.

Risarcimento danni, prescrizione: sempre 10 anni?

La Legge Gelli, all’articolo 7, specifica quando si prescrive il diritto ad ottenere un risarcimento danni nei confronti della struttura sanitaria. Questa legge fa una distinzione importante tra la responsabilità civile dei medici singoli e quella delle strutture sanitarie stesse. In particolare, la disposizione citata chiarisce che,

la struttura sanitaria risponde delle condotte dolose o colpose dei sanitari che vi lavorano, con un termine di prescrizione di 10 anni.

D’altro canto, la responsabilità del medico è soggetta a un termine di prescrizione di 5 anni, durante i quali il danneggiato è tenuto a dimostrare l’atto illecito, il pregiudizio subito e il legame causale tra l’agire del medico e il danno patito.

Questo perché, la responsabilità nei confronti del singolo professionista è oggi regolata dall’art. 2043 del codice civile (detta responsabilità aquiliana) salvo che abbia agito nell’adempimento di obbligazione contrattuale assunta con il paziente. Pertanto, in questi casi, secondo quanto disposto dall’art. 2947 del Codice civile, il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato.

La legge Gelli-Bianco, inoltre, prescrive che le strutture sanitarie, sia pubbliche che private, debbano munirsi di una copertura assicurativa per responsabilità civile verso terzi. Nonostante ciò, molte istituzioni preferiscono optare per una protezione assicurativa ibrida o per l’autoassicurazione. Questo può generare complessità per i pazienti in cerca di compensazione in situazioni di negligenza medica.

responsabilità medica prescrizione

Prescrizione e omicidio colposo medico

Le regole sulla prescrizione che precedono subiscono un’importante eccezione se l’episodio di malasanità costituisce reato, come quando il paziente mal curato riporta, in conseguenza delle cure errate, lesioni personali più o meno gravi, o rimane vittima di omicidio colposo. In tali casi, secondo l’articolo 2947, comma 3 del Codice Civile, se l’azione che ha provocato la malasanità viene considerata dalla legge come un reato e per tale reato è prevista una prescrizione più estesa, questa stessa prescrizione più lunga verrà applicata anche all’aspetto civile. In pratica, ciò comporta che il periodo di prescrizione per l’azione civile verrà ritardato, rispettando quanto stabilito dalla legge.

Colpa medica e prescrizione: Da quando decorre il termine prescrizionale?

Chiariti quali sono i termini di prescrizione per il risarcimento danni per errore medico è necessario spendere qualche parola sui termini di decorrenza, cioè a partire da quando il danneggiato può far valere i suoi diritti.

L’articolo 2935 del Codice Civile stabilisce che il periodo di prescrizione inizia a scorrere dal momento in cui è possibile far valere il diritto in questione.

Tuttavia, nel caso di danni derivanti da un intervento chirurgico o da una cura errata, è possibile che le conseguenze si manifestino nel corso del tempo, talvolta anche molti mesi o anni dopo l’evento iniziale.

Pertanto, i termini per richiedere un risarcimento in seguito a un errore medico decorrono dal momento in cui il paziente acquisisce “consapevolezza” dell’errore presunto a suo danno. Di conseguenza, nel caso in cui il danno rimanga nascosto o emerga a distanza di tempo, gli intervalli di prescrizione prendono avvio dal momento in cui il danno stesso si manifesta esternamente.

Si può sostenere che il periodo di prescrizione ha inizio dal momento in cui il paziente acquisisce la consapevolezza del danno subito e della sua relazione con il trattamento medico ricevuto.

Responsabilità medica: quale prescrizione per gli eredi?

La dinamica cambia significativamente nel caso di un errore medico che porta al decesso. Sempre in tema di prescrizione, gli eredi hanno la facoltà di presentare una richiesta di risarcimento per i danni subiti dalla persona deceduta a causa di responsabilità medica entro un periodo di 10 anni dalla data del decesso stesso. Invece, la richiesta di risarcimento dei danni subiti dai familiari a causa della perdita del legame parentale con il defunto, derivante da responsabilità medica, prescrive dopo un periodo di 5 anni dalla data del decesso.

In conclusione, i tempi di prescrizione sono un aspetto fondamentale quando si tratta di richiedere risarcimenti per errori medici. Dopo che sono trascorsi 10 anni, le possibilità di ottenere un risarcimento per danni potrebbero essere limitate, ma è importante ricordare che ogni situazione è unica e che esistono fattori che possono influenzare questa scadenza.

Pertanto, è consigliabile cercare assistenza legale tempestivamente se si sospetta di aver subito danni a causa di un errore medico, per capire appieno le possibilità e le opzioni disponibili.

Interruzione della prescrizione nella responsabilità medica:

L’interruzione della prescrizione in ambito di responsabilità medica è un concetto giuridico che può estendere o “fermare” il periodo di tempo previsto per far valere una richiesta di risarcimento. In sostanza, ciò implica che certi eventi o azioni possono rendere temporaneamente non applicabile la scadenza della prescrizione. Questo può essere cruciale nei casi di responsabilità medica, in cui potrebbe essere difficile per il paziente scoprire subito l’errore o subire danni visibili.

Ciò significa che il soggetto che ritenga di aver subito un danno conseguente da un errore medico potrà interrompere il decorso della prescrizione inviando una diffida alla struttura sanitaria ovvero al medico che si ritiene abbia cagionato il danno.

Eventi che Possono Interrrompere la Prescrizione

Gli eventi che possono interrompere la prescrizione nella responsabilità medica includono, ad esempio, l’instaurarsi di una procedura legale o la notifica formale della richiesta di risarcimento. Questi eventi possono far sì che il tempo di prescrizione si “fermi” fino a quando la questione legale non sia stata risolta. Questo approccio mira a garantire che i pazienti abbiano la possibilità di ottenere giustizia anche quando potrebbero non essere immediatamente consapevoli dell’errore o dei danni subiti.

Anche con la diffida si può ottenere il c.d. effetto interruttivo, tuttavia, perché l’atto sia idoneo ad interrompere la prescrizione occorre indicare il soggetto a cui ci si rivolge ed esplicitare la richiesta di adempimento o la pretesa risarcitoria.

L’effetto interruttivo si esplica quando l’atto entra nella sfera di conoscenza del debitore e la prova può essere fornita con la cartolina di ricevimento di una raccomandata A/R, oppure con la ricevuta di consegna di una posta elettronica certificata.

Responsabilità medica: Come agire per tutelare i propri diritti ed evitare la prescrizione

In un momento in cui l’accesso a informazioni chiare e affidabili è fondamentale, questo articolo si propone come una bussola affidabile per navigare attraverso le complesse acque della giurisprudenza legata agli errori medici. Che tu sia un paziente desideroso di conoscere i propri diritti o un professionista del settore in cerca di chiarezza su questioni legali, avrai certamente compreso come la riforma Gelli-Bianco ha determinato rilevanti mutamenti nell’ambito della responsabilità medica e nei tempi di prescrizione applicabili a richieste di risarcimento per errori medici. È imperativo che i pazienti siano informati sui propri diritti e sulle scadenze prescrizionali al fine di salvaguardare i propri interessi in casi di negligenza medica.

Conoscere i termini di prescrizione e le possibilità di risarcimento è fondamentale per tutelare i propri diritti e ottenere giustizia in caso di malasanità.

Nella maggior parte dei casi, i pazienti hanno 10 anni di tempo per richiedere un risarcimento per danni contrattuali e 5 anni per danni extracontrattuali.

Tuttavia, in ogni circostanza, un avvocato specializzato in questioni di malasanità può dimostrarsi di notevole ausilio nel valutare la fattibilità di azioni risarcitorie anche successivamente alla scadenza dei termini di prescrizione.

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