Lesioni dei nervi: quando il dentista è chiamato a rispondere?

Un bel sorriso può essere pagato a caro prezzo.

Lo sa bene Laura, nome di fantasia di un caso vero trattato dallo Studio Legale Forestieri, cinquantenne milanese, che nel settembre del 2018 si recava in un centro odontoiatrico per una serie di terapie di igiene orale, bonifica dentale (prima inferiore, poi superiore) con approntamento di protesi provvisorie rimovibili e terapia implantare inferiore, che le sono costate un lungo calvario di disagi e sofferenze per la lesione subita al nervo alveolare sinistro.

Prima di illustrare il caso nello specifico, può essere utile la lettura dei seguenti articoli in tema di responsabilità odontoiatrica e di consenso informato in odontoiatria, dove sono approfonditi i presupposti della responsabilità, e spieghiamo cosa fare se il dentista sbaglia.

1.   Risarcimento danni dentista: quando è possibile?

2.   Risarcimento danni odontoiatrici: cosa fare se il dentista sbaglia

Precisiamo subito che per qualsiasi supporto in materia di responsabilità odontoiatrica è possibile richiedere consulenza ed assistenza specializzata  in modo del tutto semplice, cliccando il bottone qui sotto, e riducendo i tempi per il ristoro dei pregiudizi subiti.

Ma torniamo al caso di Laura.

Con questo contributo vogliamo riproporre il tema della responsabilità professionale del dentista. Infatti, purtroppo, come già abbiamo visto in questo articolo “La responsabilità sanitaria professionale in ambito odontoiatrico“, a cui si rimanda per ulteriori informazioni, anche la professione odontoiatrica non è esente da questo fenomeno.

Da questo punto di vista, le lesioni del nervo alveolare rappresentano un esempio emblematico  di responsabilità che sfocia generalmente in richieste di risarcimento danni da parte dei pazienti danneggiati dal momento che si verificano molto di frequente e in conseguenza di molteplici trattamenti (tra cui estrazioni di denti molari e installazione di impianti nella maggior parte dei casi).

Il danno ai nervi (nervo mandibolare, nervo linguale) è infatti uno dei problemi più seri causati per negligenza, imperizia o imprudenza del dentista.

Ad esempio, nella vicenda che ha visto coinvolta la Signora Laura, è stata accertatala la lesione del nervo alveolare sinistro, conseguentemente a diversi profili di colpa in cui era incorso il sanitario in occasione dell’infissione di un impianto (in sede 36).

La vicenda sottoposta all’attenzione dello Studio

In particolare, la Signora si rivolgeva alla clinica odontoiatrica per una serie di problematiche gengivali che le stavano comportando la perdita dei denti.

Le veniva inizialmente prospettato, tra le altre prestazioni, un innesto osseo (risutato poi mai eseguito) nonché la realizzazione di una protesi mobile per l’arcata superiore, inclusa la realizzazione di due impianti per la parte inferiore.

Seguiva, quindi, un primo preventivo, cui succedeva una nuova indicazione terapeutica, prospettata come migliore e più sicura in relazione al contesto clinico, per un impegno economico di complessivo di €. 12.171,00.

Senonché, la Signora subito dopo l’intervento implantare, avvertiva una strana sensazione di intorpidimento, formicolio e dolore in gran parte del volto, che non accennava a diminuire.

Dopo l’esecuzione dell’esame radiologico, il giorno successivo, le veniva quindi rimosso l’impianto e prescritta terapia a base di cortisone e Nicetile per tre mesi.

La sensazione generale avvertita dalla Signora era quella di un’anestesia che non si esauriva mai  e di un continuo disagio generale, nel parlare, nell’alimentarsi e nell’igiene orale che non accennava a migliorare. Per non parlare dell’aspetto estetico-relazione, seriamente compromesso.

A distanza di diversi mesi, dopo che la situazione non accennava a migliorare, la Signora Laura decideva pertanto di rivolgersi allo Studio Legale Forestieri.

Considerazioni legali

Giunta al primo colloquio la Signora lamentava: costante alterazione della sensibilità, irrigidimento tissutale, formicolio, sensazione di gonfiore, scosse/dolore, asimmetria del labbro, morsicature e sbrodolamento.

Veniva sottoposta, quindi, a visita medico legale e, a  fronte dell’esame della documentazione disponibile, risultava accertato che l’infissione implantare aveva prodotto la lesione del nervo alveolare.

In particolare, quanto ai profili di responsabilità, veniva rilevato come:

  1. non fosse stato eseguito dall’odontoiatra un adeguato approfondimento diagnostico-strumentale, in termini di miglior valutazione dei corretti rapporti anatomici della paziente,
  2. non fosse documentato uno studio preliminare del caso attraverso un’adeguata programmazione  e gestione chirurgico-protesica.

Al riguardo, è bene evidenziare, infatti, come la parestesia è complicazione che può essere evitata con una corretta pianificazione dell’intervento odontoiatrico, qualunque esso sia.

Il caso, quindi, sussistendo i presupposti di legge, è stato ritenuto meritevole di tutela e per esso si è deciso di formalizzare una richiesta di risarcimento danni nei riguardi della clinica odontoiatrica presso cui la Signora aveva intrattenuto il rapporto professionale.

Risarcimento danni parestesia

La parestesia è una patologia che interessa il nervo alveolare inferiore, ossia quel nervo, terza branca del nervo trigemino, che attraversa la mandibola e ha una funzione puramente sensitiva

Il nervo alveolare inferiore, o nervo mandibolare, è un ramo sensitivo che molto spesso è soggetto a lesioni in caso di trattamenti odontoiatrici.

Le cause più frequenti di lesione del nervo sono, per la stragrande maggioranza dei casi, gli interventi di estrazione del dente del giudizio e di posizionamento di impianti dentari, in percentuale minore possono conseguire ad un’anestesia tronculare o a trattamento endodontico.

Quando il nervo alveolare inferiore è interessato da una lesione o da un trauma non si verifica una paralisi vera e propria, ma una parestesia, ossia un’alterazione o assenza di sensibilità.

In particolare, a seguito della lesione del nervo alveolare inferiore, i pazienti presentano un’alterazione della funzione sensitiva (disestesia) intesa come mancanza assoluta di sensibilità (anestesia), ridotta sensibilità (ipoestesia), aumento patologico della sensibilità (iperestesia) e in una buona percentuale di casi dolore localizzato.

La sintomatologia lamentata dal paziente in sede di visita medico-legale è generalmente rappresentata da parestesie, formicolii, senso di gonfiore, difficoltà alla masticazione e morsicature al labbro e alla guancia.

In quest’ambito la frequenza dei casi e notevole e risulta in netto aumento negli ultimi tempi, rendendo la questione della responsabilità odontoiatrica per lesione del nervo mandibolare tutt’altro che irrilevante.

Le lesioni sono certamente imputabili al medico quando sono conseguenza certa o altamente probabile dell’operato del dentista.

Al fine di ottenere il risarcimento danni da parestesia, è necessario procedere ai necessari approfondimenti per verificare se le lesioni derivino da errori durante l’esecuzione dell’anestesia e/o dell’intervento, per l’azione degli strumenti impiegati (leve, frese e cucchiai, reamers, files, gates, ecc.).

In tali fattispecie le lesioni alle strutture nervose potrebbero essere ascritte ad un utilizzo imprudente e/o imperito da parte dell’operatore.

Altre volte possono dipendere da un’errata programmazione terapeutica, in contesti clinici delicati (come, ad esempio, in considerazione di atrofia ossea).

L’odontoiatra è tenuto a valutare per ogni singolo caso il trattamento odontostomatologico più opportuno, tenendo conto delle conoscenze e delle evidenze del singolo caso/paziente, del rapporto rischio/beneficio nonché delle direttive e delle raccomandazioni enunciate nella propria professione.

risarcimento lesione nervo alveolare inferiore

Quali danni sono risarcibili?

Quanto al risarcimento dei danni conseguenti a traumi dentali,  è bene far notare che, da un punto di vista prettamente economico, per le lesioni dentali sono previsti valori percentuali di danno biologico tendenzialmente bassi rispetto alle lesioni che si possono produrre in altri ambiti sanitari a seguito di interventi chirurgici.

Tuttavia, il risarcimento diviene elevato quando è necessario valutare quello che viene chiamato “danno emergente” rappresentato dalla perdita economica subita a causa della condotta medica.

Infatti, forse non tutti sanno che tra le voci di danno risarcibili, devono essere prese in debita considerazione anche le spese successive al trattamento odontoiatrico necessarie a rimediare l’errore e che, come sappiamo, molto spesso sono di importo ben più elevato rispetto al trattamento inziale.

Quanto all’aspetto biologico come risarcimento danni per le lesionel del nervo alveolare inferiore, sono generalmente riconosciute le seguenti percentuali di invalidità ricomprese tra queste forbici:

  • Nevralgia del Trigemino: 10-30%;
  • Deficit masticatori: 4-6%
  • Deficit sensitivi: 5-8% (a seconda dell’estensione del territorio interessato e del grado di compromissione della sensibilità)

In genere questi danni devono essere risarciti dal medico dentista che ha effettuato il trattamento a meno che non provi e dimostri, grazie ad esempio alle puntuali segnalazioni in cartella clinica, la presenza di difficoltà tecniche, imprevedibili, tali da giustificare la comparsa di eventi avversi non dovuti ad un suo errore.

Ciò conformemente all’insegnamento della Suprema Corte secondo cui “grava sull’operato dell’odontoiatra un’obbligazione non solo di mezzi ma anche di risultato, considerando, peraltro, le varie prestazioni (anestesia, endodonzia, implantologia e chirurgia degli ottavi) di routine e, dunque, di ordinaria difficoltà esecutiva (e quindi al di fuori dalle eccezioni attenuanti previste dall’art. 2236 C.C. per le prestazioni di particolare difficoltà)”.

Al di fuori di questi casi l’odontoiatra è responsabile per i danni arrecati al paziente.

Cosa fare quindi?

Il danno ai nervi può essere estremamente doloroso e di solito si nota immediatamente dopo il trattamento dentale anche se ci vogliono almeno 6/12 mesi perché la lesione si stabilizzi e si possa procedere con la quantificazione medico-legale dei danni subiti.

Infatti, la valutazione del danno biologico permanente può  essere effettuata non prima di tale periodo, in quanto è comunemente accettato che tale arco di tempo sia necessario per poter ritenere esaurite le possibilità di miglioramento per la rigenerazione del nervo e per considerare, quindi, il quadro clinico stabilizzato.

Generalmente il nervo è in grado di “autoripararsi” in quanto le sue fibre ricrescono all’interno del canale osseo che lo contiene.

Ma se così non fosse, se la lesione cioè non è in grado di risolversi spontaneamente ed in tempi brevi, con completo (o quasi completo) recupero funzionale, è necessario allora intervenire.

In questi casi è molto probabile che il dentista abbia commesso un errore ed è bene quindi rivolgersi ad uno studio legale specializzato in responsabilità medica per accertarne le relative responsabilità e farsi assistere nella richiesta di risarcimento di tutti i pregiudizi subiti.

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