Un’indagine tra presunti errori e richieste dei pazienti

Nello studio dentistico, le pareti bianche riflettono la luce fluorescente, mentre il soffice ticchettio dei tasti della tastiera del computer si è sostituito al ronzio dei trapani. Il Dottor Stefano Pettazzi, esperto odontoiatra appassionato di odontologia forense, si trova di fronte alla sua scrivania, gli occhi fissi sullo schermo del computer mentre esamina i dettagli del caso appena giunto alla sua attenzione.

L’Avvocato Forestieri entra nello studio con un fascicolo sottobraccio, “Stefano, ho dei casi interessanti da discutere con te“, annuncia con voce decisa.

Stefano alza lo sguardo, accogliendo l’avvocato con un sorriso: “Ti stavo aspettando, sono tutto orecchie“, risponde, invitandolo a sedersi di fronte a lui.

“Allora…”, spiega l’avvocato mentre porge i fogli con tutte le varie richieste che riceve tramite il modulo del sito internet, “il primo caso riguarda questo Signore che, afflitto da una serie di imprevisti dentali, scrive così, ti leggo il messaggio:”

In breve: ho fatto 2 impianti dentistici meno di un anno fa. Dopo 2 mesi uno cade, me lo rimettono ma dopo un mese cade ancora. Nel rimetterlo mi taglia la gengiva recandomi dolore che persiste ancora oggi. Resto a disposizione x ulteriori chiarimenti

“Cosa ne pensi” chiede l’avvocato “…la gengiva tagliata, il dolore persistente… è una situazione delicata: il signore del caso ha già espresso la sua frustrazione e vuole capire se ha diritto a un risarcimento”.

Con un bel sorriso e con fare deciso e professionale, Stefano esordisce:  “Penso che con queste informazioni non posso dirti niente! Notizie poche e generiche! Come faccio a dare un parere “serio” non conoscendo il “tipo” di Paziente, il “tipo” di intervento implantare, se l’impianto era già protesizzato e quindi in funzione oppure ancora in fase di guarigione quando è caduto ecc, ecc. Inoltre per inserire un impianto è “obbligatorio”tagliare la gengiva, quindi un pò di dolore è la norma… e poi cosa significa “dolore che persiste ancora oggi” e soprattutto …dove?! Quindi, come ci siamo sempre detti, se non ci sono notizie chiare non è possibile dare pareri seri.”

Già, pensavo la stessa cosa anche io” replica sommesso l’avvocato, “ma volevo appunto ‘provocarti’, dal momento che spesso ricevo richieste simili di questo tipo. Ora, so bene che con queste poche informazioni non posso ricevere nulla di particolare da te, né posso tantomeno io dare delucidazioni al paziente, tuttavia, vorrei fare un passo avanti. Prendendo spunto proprio da questo esempio, vorrei affrontare con te questa problematica, e spiegare ai miei lettori come può accadere che uno o più impianti dentali finiscano per minacciare la salute e il benessere di un paziente; tradotto in ‘legalese’, per ciò che giuridicamente ci interessa, quali sono i confini dal punto di vista tecnico-odontoiatrico, tra il caso di malpractice odontoiatrica e un evento sfortunato ma inevitabile? Tra l’altro ricordo che in proposito ne abbiamo appena parlato nell’ultimo caso della Signora Assuntina quando abbiamo illustrato la sua situazione in questo articolo: Buongiorno dottore mi ballano gli impianti?”.

Stefano si china leggermente in avanti, incrociando le mani e riflettendo attentamente sulle parole dell’avvocato “È una questione un pochino complessa e affascinante” esclama con tono calmo ma sicuro “La linea sottile tra malpractice odontoiatrica e un evento sfortunato è determinata da una serie di fattori che vanno oltre la semplice esecuzione di un trattamento.

Si prende un momento per organizzare i pensieri, poi prosegue:  “Vedi, possono esserci alcuni motivi per cui un impianto possa non osteointegrarsi e, facendo una divisione dicotomica un po’ estrema, questo fenomeno può accadere per motivi legati al Paziente oppure all’Operatore. Ho detto “estrema” perchè ovviamente le cause a volte si sommano, tant’è vero che spesso parliamo, in linguaggio odontologico forense, di ‘concause’ “.

“Dunque, se analizziamo il ‘lato Paziente’ continua, “in alcuni casi, ci potremmo confrontare con una situazione di salute generale che non aiuta la riuscita dell’intervento …, penso ad un/una Paziente molto anziano/a, o con malattie importanti come il diabete, oppure con terapie farmacologiche che impattano sulla capacità dell’osso di rispondere in modo fisiologico ai processi di guarigione… poi mi è capitato di sentire personalmente da Colleghi situazioni incredibili, del tipo ‘Dottore, ho sentito qualcosa in bocca, ho cercato di toglierlo e mi è venuto via un pezzo di filo nero’, che tradotto dal linguaggio ‘pazientese’, significa che è stata rimossa la sutura e la gengiva si è aperta. Immagina se al momento della Visita il Collega trovasse anche 2 vongole comodamente adagiate intorno agli impianti! .. Magari con anche uno o due gusci… la presentazione sarebbe stata perfetta!! Ma non siamo a Masterchef … pensi che si otterrà osteointegrazione? Difficile! Mia nonna ha sempre sostenuto che l’aglio disinfetti, ma forse in questo caso ce ne era troppo poco!

Tuttavia,” aggiunge con cautela e tornando serio, “anche l’operatore può involontariamente essere, a volte e sfortunatamente, parte importante di un insuccesso per un intervento condotto non seguendo le Buone Pratiche o le Linee Guida, finendo per fornire una prestazione che si discosta dall’ottimale in termini di diagnosi o di terapia e che obbligatoriamente configura l’errore ‘inescusabile’ poiché origina un danno ingiusto”.

Per comprendere meglio questa distinzione,” continua l’odontoiatra, “prendiamo ad esempio un intervento di estrazione dentale. Se un paziente si presenta con un dente rotto, oppure tanto cariato da aver perso struttura fino alla radice, al dentista non rimane che proporre l’estrazione perché quel dente non è ‘restaurabile’. Naturalmente nel momento in cui il dentista ‘toglie’ ciò che rimane del dente, contribuisce a privare il paziente di un trentaduesimo del Suo organo della Masticazione, giacché i denti sono 32, quindi “genera” un danno che è però considerato “scusabile” in riferimento all’eliminazione del dolore o del rischio di infezioni e, ovviamente, previo consenso del Paziente.”

Pensiamo alla asportazione chirurgica dell’appendice… chi potrebbe pensare di accusare il Chirurgo di danno “ingiusto” se questa procedura era necessaria a salvare la vita al Paziente?! Oppure, in ambito medico oncologico, chi potrebbe pensare di accusare un Medico Oncologo, che prescrive una terapia necessariamente invalidante, di avvelenare un paziente quando questa terapia è la procedura necessaria per tentare di bloccare la malattia e di salvare la vita al Paziente?!

Pertanto”, conclude con fermezza, “è importante stabilire se il dentista ha agito con la dovuta diligenza e competenza professionale nel trattare il paziente. Se emergesse che l’odontoiatra ha commesso errori durante il processo, come una errata diagnosi, una scarsa pianificazione del trattamento o una tecnica di inserimento dell’impianto difettosa, allora potremmo trovarci di fronte a un caso di malpractice; tuttavia, è essenziale esaminare ogni caso individualmente e considerare tutti i fattori coinvolti prima di trarre delle conclusioni definitive.

Ogni situazione è unica e richiede un’analisi approfondita da parte di esperti sia nel campo medico che legale.

Stefano, guarda quindi l’avvocato con un’espressione seria ma fiduciosa “Spero che questa risposta possa gettare un po’ di luce sulla complessità della questione e aiutare i tuoi lettori a comprendere meglio i confini tra una complicazione normale e un caso di malpractice odontoiatrica.”

L’avv. Forestieri annuisce, riflettendo sulle parole dell’esperto “Esattamente,” aggiunge con un cenno deciso del capo. “È fondamentale distinguere tra le possibili complicanze che possono verificarsi durante un trattamento odontoiatrico e gli errori professionali che costituiscono malpractice.”

Inoltre,” spiega poi con chiarezza “è importante considerare il concetto di consenso informato. Come accennavi prima, nel caso dell’estrazione del dente, il paziente è consapevole dei rischi e dei benefici dell’intervento e accetta il trattamento in base a queste informazioni. Allo stesso modo, nel caso di interventi più complessi come gli impianti dentali, il paziente deve essere pienamente informato sui rischi potenziali e dare il proprio consenso consapevole. Conseguentemente, se emerge che l’odontoiatra ha agito seguendo le linee guida professionali, ha informato adeguatamente il paziente sui rischi e ha fornito un trattamento competente, allora è improbabile che ci sia un caso di malpractice

Viceversa”, aggiunge l’avvocato “Se emergono prove di negligenza o errore durante il trattamento, come una diagnosi errata (perché ad esempio il sanitario non ha previsto i possibili problemi legati al processo di osteointegrazione), una tecnica chirurgica difettosa, provocando un errato posizionamento dell’impianto o una scarsa gestione delle complicazioni post-operatorie (come nel caso di infezioni post operatorie non trattate),  penso che in questi casi, ben si possa trattare di  malpractice”.

Cosa dice l'Avvocato

È fondamentale comprendere che, dal punto di vista legale, tutto si traduce nel concetto di colpa e nella devianza dalla regola di condotta che costituisce l’errore.

Il concetto di colpa, nel contesto della pratica odontoiatrica, si riferisce alla responsabilità dell’odontoiatra nel trattare il paziente con la dovuta diligenza e competenza professionale. La devianza dalla regola di condotta si riferisce alla violazione degli standard professionali accettati.

Pertanto, se l’odontoiatra agisce al di fuori delle norme stabilite dalla comunità medica, mettendo a rischio la salute e il benessere del paziente, questo può essere considerato un errore che può portare a conseguenze legali.

In ultima analisi, è essenziale approfondire e valutare attentamente ogni caso individualmente e considerare tutte le circostanze disponibili prima di trarre delle conclusioni. La malpractice odontoiatrica è un campo complesso e delicato che richiede una conoscenza approfondita del settore.

Se hai bisogno di assistenza legale in casi di presunta malpractice odontoiatrica o desideri una consulenza legale mirata, non esitare a contattarci.

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