Il diritto violato all’autodeterminazione è risarcibile solo se il paziente allega e prova il rifiuto all’intervento (Cassazione civile, sentenza n. 17322/2020)

Articolo pubblicato in Altalex.it il

Nell’ambito della somministrazione delle cure mediche, il diritto del paziente all’autodeterminazione è un tema cruciale. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17322/2020, ha chiarito che il diritto violato all’autodeterminazione è risarcibile solo se il paziente riesce a provare che avrebbe rifiutato l’intervento se fosse stato adeguatamente informato.

Diritto all’Autodeterminazione

Il consenso informato rappresenta un diritto soggettivo del paziente, necessario per esercitare la propria libertà di scelta in materia sanitaria. Il medico ha l’obbligo di fornire informazioni dettagliate riguardo alla natura, ai rischi e alle conseguenze dell’intervento medico. La mancanza di consenso informato può configurare una responsabilità autonoma del medico, anche se l’intervento è stato eseguito correttamente.

Onere della Prova

La Corte di Cassazione sottolinea che spetta al paziente dimostrare che avrebbe rifiutato l’intervento se fosse stato adeguatamente informato. La prova può essere fornita attraverso qualunque mezzo, incluse presunzioni e massime di esperienza.

 

Per approfondire il tema e leggere l’intero articolo, invito a scaricare il testo completo pubblicato su Altalex:

Scarica il PDF dell'articolo

Contattaci se hai bisogno di assistenza per un caso di omesso consenso informato

Condividi l'articolo: