La Responsabilità delle RSA per le Caduta dell’Anziano

Nella delicata questione della Responsabilità delle RSA per caduta dell’anziano, i dati offrono uno spunto di riflessione tanto inquietante quanto necessario. Le ricerche evidenziano che gli anziani alloggiati nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono esposti a un rischio maggiore di cadute rispetto a quelli che vivono nelle loro comunità. Epicentro, l’Istituto Superiore di Sanità, ci informa, infatti, che tra il 30% e il 50% degli anziani in lungodegenza cade almeno una volta all’anno, con il 40% di questi che sperimenta cadute multiple. Questo non solleva solo questioni riguardo alla “Responsabilità RSA per caduta anziano” ma pone anche l’accento su un bisogno urgente di azioni preventive.

Le conseguenze di queste cadute vanno ben oltre il danno fisico, incidendo profondamente sul benessere psicologico degli anziani. La paura di cadere può limitare drasticamente le loro attività quotidiane, influenzando negativamente la loro qualità di vita. Di fronte a tale realtà, la responsabilità delle RSA non è solo un obbligo legale ma diventa un’imperativa necessità etica, enfatizzando l’urgenza di strategie preventive efficaci e di un sistema di risarcimento giusto e accessibile.

La Responsabilità delle RSA per caduta dell’anziano, si traduce quindi in un tema di vitale importanza, che richiede una riflessione profonda e azioni mirate per garantire il diritto al risaricmento dei danni subiti dall’anziano e dai loro familiari, nei casi funesti.

In questo articolo, vogliamo illustrare nello specifico la Responsabilità delle RSA, esplorando come possono essere  protetti i diritti degli anziani la cui sicurezza è stata messa a repentaglio e quali azioni possono essere intraprese in concreto per ottenere il giusto risarcimento per i danni subiti.

responsabilità rsa per caduta anziano

Responsabilità RSA per caduta anziano: cosa dice la Legge?

L’articolo 7, primo comma, della Legge numero 24 dell’8 Marzo 2017, conosciuta come Legge Gelli-Bianco, gioca un ruolo cruciale nel delineare le responsabilità delle strutture sanitarie o socio-sanitarie, sia pubbliche che private. Questa legge stabilisce che, in caso di danni o pregiudizi causati ai pazienti, la responsabilità di tali entità è di natura “contrattuale” (ai sensi dell’articolo 1218 del Codice Civile) e precede che le strutture rispondano anche per le azioni dei loro collaboratori (conformemente all’articolo 1228 del Codice Civile).

In pratica, il legislatore ha confermato la previgente disciplina (Decreto-legge n. 158 del 13 settembre 2012, cd. Decreto Balduzzi) in merito alla responsabilità delle Aziende sanitarie pubbliche e private, di fatto equiparandole e consacrando il consolidato orientamento giurisprudenziale, secondo cui l’accettazione del paziente, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto.

L’Azienda Socio-Sanitaria, quindi, con l’accettazione dell’ospite o paziente, stipula un contratto atipico per fatti concludenti di assistenza sanitaria, che comprende prestazioni primarie di carattere medico-sanitario, ma anche prestazioni accessorie quali vitto, alloggio e assistenza.

Ciò comporta che, in caso di inadempimento, come un errore medico o una mancanza nelle prestazioni accessorie (vitto, alloggio, assistenza generale), il paziente ha il diritto di richiedere un risarcimento basato sul mancato adempimento contrattuale, estendendo la responsabilità non solo alle prestazioni mediche dirette ma anche a quelle accessorie, gravanti sulla struttura.

Caduta anziano: Quali sono gli obblighi che la RSA è tenuta a rispettare?

Il rapporto tra le case di ricovero per anziani e i loro ospiti si configura come una “locatio operis”, dove la struttura assume l’importante obbligo di fornire non solo le cure mediche necessarie in base alla condizione del paziente, ma anche servizi organizzativi legati all’assistenza degli anziani. Questi includono la manutenzione delle attrezzature, la vigilanza e la custodia, servizi che si avvicinano a quelli offerti dal settore alberghiero, il tutto in cambio di un corrispettivo economico.

Oltre agli obblighi di cura, ai direttori delle strutture spettano compiti di vigilanza e organizzazione tecnico-sanitaria. E’ indispensabile che la struttura adotti protocolli dettagliati relativi all’accoglienza e al ricovero dei pazienti, alla comunicazione dei rischi, alla gestione delle emergenze e alle procedure per il trasferimento dei pazienti in altre strutture, se necessario.

Obblighi di salvaguardia e protezione

Con la stipula del contratto, la struttura si impegna, anzitutto, a proteggere gli anziani da qualsiasi pericolo che possa emergere dall’interno o che sia sotto il suo diretto controllo.

Riconoscendo la vulnerabilità degli anziani, l’RSA deve personalizzare l’assistenza, considerando le condizioni di salute, la mobilità e le esigenze psicologiche di ciascun ospite, seguendo un approccio che aiuti a minimizzare i rischi specifici per ogni residente.

Garanzia di un ambiente protetto

L’aspetto cruciale per l’ospite, considerato qui come il creditore, è l’aspettativa di ricevere cure in un ambiente sicuro e protetto da rischi. La struttura è quindi tenuta a prendere tutte le misure possibili per prevenire qualsiasi tipo di danno al paziente affidato, garantendo non solo l’assistenza sanitaria ma anche la protezione della persona. La struttura deve anticipare e neutralizzare potenziali pericoli, siano essi incidenti, abusi, o trascuratezze, che potrebbero compromettere il benessere fisico e psicologico degli anziani. Ciò include la manutenzione adeguata delle infrastrutture, la formazione del personale sulle procedure di emergenza e l’implementazione di sistemi di sicurezza efficaci.

Sorveglianza adeguata

La corretta sorveglianza non si limita ai pazienti incapaci di intendere o di volere, ma si estende anche a quelli fisicamente non autosufficienti, richiedendo un livello di vigilanza che prevenga danni a loro stessi o ad altri. L’obbligo di protezione deve essere adattato in base alle specifiche condizioni del paziente e alle circostanze del caso, seguendo principi giuridici stabiliti.

Quale risarcimento spetta in caso di caduta di un anziano in RSA

In caso di caduta di un anziano in RSA, i  danni derivanti dalla mancata custodia e vigilanza rappresentano una porzione significativa delle richieste di risarcimento rivolte alle strutture assistenziali.

Una caduta per una persona anziana può causare lesioni molto gravi, come fratture degli arti, dell’anca, traumi cranici e danni cerebrali che possono portare a disabilità permanenti o addirittura alla morte, come è accaduto nel caso esaminato dal tribunale di Roma. In questo caso, la struttura sanitaria è stata ritenuta responsabile per i danni causati al paziente anziano a causa della mancata vigilanza (Sentenza n. 1033/2017 Trib. Roma). Il tribunale ha analizzato le circostanze della caduta e ha valutato la responsabilità della struttura sanitaria nell’incidente. Il punto centrale della sentenza è stato l’accertamento che la struttura non ha esercitato la necessaria sorveglianza sul paziente anziano. Questa mancanza di sorveglianza è stata considerata una forma di negligenza, poiché non ha garantito un ambiente sicuro per il paziente, esponendolo a un alto rischio di cadute e relative conseguenze.

Di conseguenza, i giudici hanno stabilito che la struttura sanitaria era responsabile per i danni subiti dal paziente a seguito della caduta. In virtù di questa responsabilità, è stato ordinato alla RSA di risarcire i danni, coprendo le spese mediche sostenute per il trattamento delle lesioni, un indennizzo per il dolore e la sofferenza del paziente e, a causa della gravità delle conseguenze, ulteriori compensi per la perdita della qualità della vita nonché per il danno morale subito dai familiari.

Come denunciare una RSA in caso di caduta anziano?

I parenti di un paziente anziano che ha subito danni a seguito di una caduta in una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) hanno diverse opzioni per cercare un percorso di risarcimento. Questi passaggi sono cruciali per garantire che il paziente riceva la giusta compensazione per le lesioni subite e per promuovere un ambiente più sicuro all’interno della struttura.

Il primo passo è raccogliere tutte le prove possibili relative all’incidente. Questo include documentazione medica che attesti la natura e la gravità delle lesioni, testimonianze di ciò che è accaduto, e qualsiasi documentazione relativa alle condizioni in cui l’incidente si è verificato.

A questo punto, è quindi consigliabile consultare un avvocato specializzato in diritto sanitario e responsabilità civile per valutare il caso e determinare la migliore strategia legale.

L’avvocato può offrire una valutazione preliminare della fattibilità di un’azione legale e dei possibili esiti.

Prima di avviare qualsiasi azione legale, potrebbe essere opportuno presentare un reclamo formale alla struttura stessa, esponendo le circostanze dell’incidente e le lesioni subite, richiedendo un risarcimento.

Se tu o un tuo caro avete subito danni a seguito di una caduta in una Residenza Sanitaria Assistenziale, è fondamentale agire prontamente per tutelare i vostri diritti.

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