Risarcimento danni da colpa medica: cosa mi spetta?

Se per un caso di responsabilità medica, una volta accertata la fondatezza dell’errore e la sussistenza dei presupposti di legge, può essere indiscusso il diritto al risarcimento, non sempre è chiaro, tuttavia, quali sono esattamente i danni alla persona risarcibili provocati da colpa medica.

Nei casi di risarcimento dannni da colpa medica, infatti, ti sarà capitato senz’altro di imbatterti  in una serie diversa di voci o “etichette” di risarcimento che spaziano, ad esempio, tra il “danno morale”, il “danno alla vita di relazione” e il “danno esistenziale”.

Districarsi tra tutte le voci di danno ci sembra impossibile e alla fine si fatica quasi a comprendere quali sono le somme di cui abbiamo realmenteb diritto nei casi in cui ci venga leso il nostro bene più importante, ovvero la salute.

Vero è che potremmo aver sofferto molto per quello che ci è successo e quello che è la nostra “esistenza” potrebbe esserne stata drasticamente modificata; per non parlare poi degli aspetti economici, un fracasso: tra spese mediche, mancati guadagni perdite di occasioni di lavoro, insomma una vera “rovina”.

La domanda, allora, che sorge spontanea in questi casi è: cosa mi spetta esattamente e come viene compensato il danno subito di fronte ad un lesione le cui conseguenze sono potenzialmente molto gravi? Cosa mi spetta, in altre parole, per il risarcimento danni da colpa medica?

Tralasciando ad un altro approfondimento gli aspetti giuridici relativi al risarcimento danni per negligenza medica, vediamo, quindi, in questo articolo, che cos’è il danno alla persona e quali sono i pregiudizi che possono essere risarciti nei casi di accertata colpa medica.

Risarcimento danni da colpa medica

Risarcimento danni da colpa medica: quali sono i danni alla persona risarcibili?

Iniziamo col dire che il danno alla persona cconseguente ad un risarcimento danni da colpa medica comprende tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, che sono procurati ad un individuo.

Si tratta di un grande contenitore che si compone di due soli grandi voci (danno patrimoniale e danno non patrimoniale) al cui interno vi sono diverse modalità di manifestazione di cui tener conto al momento della liquidazione dei danni da colpa medica.

Per quanto riguarda la prima voce, il danno patrimoniale comprende tanto le perdite subite come i mancati guadagni subiti a causa dell’illecito. Tecnicamente si parla nel primo caso di danno emergente e nella seconda ipotesi di lucro cessante.

Ad esempio, sono risarcibili come danno emergente le spese mediche sostenute o quelle che si dovranno sostenere per cure protesi, controlli e tutti gli esborsi resi necessari per via delle lesioni alla persona.

Con particolare riferimento al lucro cessante rientrano i redditi persi dal verificarsi dell’evento dannoso e i redditi che saranno perduti in futuro; in questa ipotesi è da ricomprendersi il cosiddetto danno da incapacità lavorativa che rappresenta una delle voci più ricorrenti tra i danni alla persona di natura patrimoniale, consistente nella diminuita capacità di lavoro, di carriera o anche di accesso al lavoro, e quindi anche di guadagno, come conseguenza diretta della lesione subita.

Non si tratta di una generica incapacità di lavorare, ma di una incapacità specifica e concreta di produrre reddito, che si prova anzitutto dimostrando che i postumi subiti hanno influenzato effettivamente l’attività lavorativa, a prescindere dalla gravità delle lesioni.

Lesioni gravi, infatti, possono non incidere affatto sullo svolgimento dell’attività lavorativa come ad esempio può essere la perdita di un arto per un notaio; mentre viceversa, lesioni lievi possono impedire del tutto la capacità lavorativa, come ad esempio una modesta riduzione della vista ha ripercussioni importanti nell’attività lavorativa di un pilota di aerei.

Bisogna dimostrare quindi, o che si è perso in tutto o in parte il reddito, o che, pur avendo conservato il proprio reddito questo subirà una contrazione dovuta all’incapacità fisica.

Con particolare riferimento al caso conseguente alla morte di un familiare il lucro cessante, ad esempio, può consistere nei bonifici periodici di somme che venivano stabilmente predisposti in favore del congiunto superstite.

Risarcimento danni da colpa medica

Venendo all’altra grande voce del risarcimento danni da colpa medica, quella del danno non patrimoniale, esso ricomprende tutti quei pregiudizi ad interessi della persona che non sono suscettibili di valutazione economica.

Cioè per dirla con parole più semplici si paga con denaro sofferenze che nessuno si sente di negare a persone sfortunate, la cui vita è peggiorata a causa di un altrui comportamento inaccettabile.

E’ un danno che ricade su un valore o un interesse elevato della persona, immateriale (o comunque non direttamente monetizzabile come potrebbe essere una collezione di quadri).

Deve trattarsi di valori costituzionalmente garantiti come può essere la libertà, la salute, la riservatezza e la famiglia per fare alcuni esempi; in questi casi, è sempre legittima la richiesta di risarcimento quando questi diritti vengono lesi o compromessi.

Non un generico aspetto esistenziale, quindi, ma uno specifico riferimento costituzionale ad un diritto o ad un interesse costituzionalmente protetto.

Risarcimento danni da colpa medica: il danno alla persona non patrimoniale

Come il danno patrimoniale, in un certo senso anche il danno alla persona  non patrimoniale tiene conto di una perdita del bene personale (che si traduce, per lo più, in un transitorio turbamento psicologico) e di un mancato guadagno di tipo non patrimoniale dato dal non poter più fare ciò che si sarebbe fatto se il danno non si fosse verificato, spesso qualificato come danno esistenziale.

Infatti, se si pensa a quali sono le conseguenze fenomenologiche del danno per la lesione di un diritto come può essere ad esempio quello  per la perdita di una persona cara e si prova ad immaginare le conseguenze di questa vicenda, ci troveremo tutti d’accordo a ritenere che le reazioni possibili sono di due tipi.

Sicuramente c’è una reazione di sofferenza interiore, quello che riguarda la parte più intima, il dialogo interno con se stessi; e una reazione, esterna, che riguarda la modificazione delle abitudini di vita, cioè la vita che cambia.

Sono due aspetti della persona umana, distinti, e non necessariamente automatici: evidentemente perché ognuno di noi reagisce al dolore in modo personale e soggettivo e non sempre alla sofferenza interiore consegue inevitabilmente l’alterazione della vita quotidiana.

Così, ad esempio, se osserviamo la realtà, la reazione di due genitori alla perdita del figlio, la mamma può avere una reazione di vita e di sofferenza totalmente stravolte diversa da quella del padre, che invece, soffre atrocemente dentro di se ma continua a vivere alla stessa vita.

Il “modello” è sempre lo stesso: dolore da un lato, e cambiamento della vita, dall’altro.

Se, quindi, teniamo presente che un evento che provoca sofferenza può comportare dolore e “la vita che cambia” (così non solo per il diritto alla salute ma anche per tutti i diritti fondamentali della costituzione, come la libertà, di associazione religiosa, riservatezza etc..) ciò che dobbiamo prendere in considerazione quando ci accingiamo a richiedere il risarcimento danni da colpa medica, dovrà riguardare tutte quelle conseguenze negative che l’evento lesivo ha generato nella nostra sfera intima e all’esterno, a prescindere da etichette o nomi che vengono utilizzati.

Non è quindi la categoria, o l’etichetta che si usa, a determinare la realtà ma il contrario.

Risarcimento danni da colpa medica

Risarcimento danni da colpa medica: il danno morale e il danno biologico

Per quanto riguarda la lesione del diritto alla salute che è quella che si verifica nella maggior parte dei casi di responsabilità medica, il primo aspetto da considerare per il risarcimento danni da colpa medica, è quello che comunemente viene chiamiamo danno morale, e altro non è che la sofferenza interiore.

L’altro aspetto, sempre ricorrente, che prende il nome di danno biologico (inteso come lesione dinamico relazionale alla vita che cambia) è qualcosa che incide profondamente sul prosieguo della quotidianità e nella vita che è intorno a noi.

Vista in questo senso, a prescindere dalle etichette che vengono utilizzate, il compito fondamentale è quello di dimostrare quali sono stati i lamentati peggioramenti che la condotta negligente del medico ha causato nella nostra vita: cioè cosa avveniva prima nella nostra vita e cosa è avvenuto dopo in conseguenza del fatto che ha causato la lesione.

Per la quantificazione di questi pregiudizi, i tribunali hanno predisposto negli anni delle tabelle, che per quanto riguarda i danni di lieve entità sono stati anche recepiti dal legislatore al fine di creare uniformità nelle decisioni per la liquidazione di danni derivanti da identiche lesioni e non lasciare il risarcimento alla mera discrezionalità del giudice.

Tanto più l’evento ha inciso in modo significativo sulla sofferenza, tanto più la somma risarcitoria può essere aumentata attraverso la c.d. personalizzazione delle tabelle. Tuttavia,

anche la personalizzazione non scatta in modo automatico, occorre sempre dimostrare quali sono gli ulteriori peggioramenti che il comportamento ha causato nella vita del danneggiato.

Per la lesione degli altri diritti costituzionalmente tutelati (diversi dal bene salute) non ci sono tabelle, i danni vengono liquidati secondo equità dal giudice e si auspica ad un intervento legislativo che stabilisca il più possibile i criteri per determinare tali voci di danno.

Risarcimento danni da colpa medica

Come avrai compreso dalla lettura sin qui di questo articolo, per il nostro ordinamento, la persona è veramente al centro del sistema; si tratta di un sistema che tiene conto di tutte le conseguenze che la condotta illecita ha cagionato nella propria sfera perosnale, non solo di quelle meramente economico-patrimoniali.

Ognuno di noi reagisce al dolore in modo personale e soggettivo e non sempre alla sofferenza interiore consegue inevitabilmente l’alterazione della vita quotidiana.

Da un punto di vista fenomenologico, tuttavia, il modello da considerare in punto di risarcimento, rimane invariato e si basa su questo duplice aspetto: dolore e cambiamento della vita.

Tuttavia, per essere ristorati occorre dimostrare le effettive conseguenze pregiudizievoli subite nel caso concreto.

Per ottenre il risarcimento danni da colpa medica dobbiamo dobbiamo quindi essere in grado di provare quali sono stati i peggioramenti che il comportamento del sanitario ha causato nella nostra vita.

Solo se sei in grado di dimostrare le sofferenze subite e tutte le ripercussioni che la lesione ha avuto nella tua  vita sarà possibile ottenere un risarcimento pieno comprensivo di tutte le voci non patrimoniali esaminate in questo articolo.

Se ritieni di aver bisogno di aiuto per accertare tutte le conseguenze risarcibili nel tuo caso specifico, valuta la possibilità di richiedere un’assistenza legale qualificata, per non correre il rischio di richiedere un risarcimento insufficiente.

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