Risarcimento danni da vaccino: quando e come richiederlo

Nei casi di vaccinazioni obbligatorie, se sono sorte complicanze e si riportano lesioni permanenti, è possibile ottenere un risarcimento danni da vaccino.

Tuttavia, forse non tutti sano che, prima di fare causa all’ospedale per ottenere il risarcimento, è riconosciuto dalla legge un indennizzo di natura economica.

Infatti, i soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, possono fare richiesta di tale riconoscimento a prescindere dal risarcimento dei danni.

Vediamo, quindi, in questo articolo di cosa si tratta e quando è possibile richiederlo e in quali casi spetta, invece, il risarcimento dei danni subiti.

Indennizzo per danno da vaccino

I soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni di sangue e somministrazione di emoderivati possono, come previsto dalla Legge 210/92, possono fare richiesta di riconoscimento economico.

Il riconoscimento di tale diritto comporta anche l’esenzione dal ticket per le spese sanitarie correlate alla patologia riconosciuta previa presentazione all’ufficio esenzioni competente.

Nel dettaglio, la legge 25 febbraio 1992 n. 210 (intitolata “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati“) prevede, all’art. 1, appunto che: “chiunque abbia riportato lesioni o infermità a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad ottenere un indennizzo da parte dello Stato”.

Lo Stato, in pratica, dal momento che attraverso la previsione dell’obbligatorietà di talune vaccinazioni, impone ai cittadini un determinato trattamento sanitario per la salvaguardia della salute della collettività, comprimendone la libertà di autodeterminazione, offre una “contro-bilanciamento”, attraverso un meccanismo di assistenza, indennittario, a chi ne dovesse subire pregiudizi.

Appare utile chiarire fin da subito che l’indennizzo, pur trattandosi sempre di un riconoscimento economico, è diverso dal risarcimento vero e proprio (di cui vedremo in seguito i presupoosti): si tratta, infatti, di una misura di solidarietà sociale, avente funzione riparatoria, che non è necessariamente commisurata all’entità del pregiudizio subito.

L’indennizzo viene corrisposto nei casi previsti dalla legge, di fronte ad un trattamento sanitario che non è illecito, ma che in ogni caso, comporta danni a taluni soggetti.

A chi è riconosciuto?

L’indennizzo è riconosciuto dallo Stato non solo alle persone danneggiate in modo irreversibile dalle patologie insorte da queste vaccinazioni, ma anche da trasfusioni di sangue e somministrazione di emoderivati che abbiano provocato epatiti o infezioni da Hiv (Aids).

In cosa consiste?

L’indennizzo previsto dalla legge n. 210/1992 consiste in un assegno mensile vitalizio o, in caso di morte, in un assegno una tantum da erogare ai familiari del soggetto deceduto. La legge n. 229/2005 ha riconosciuto un ulteriore indennizzo in favore sia dei soggetti danneggiati, sia dei congiunti che prestino al danneggiato assistenza in maniera prevalente o continuativa.

Le somme erogate sono comunque lontane da quelle liquidate da un tribunale a titolo di risarcimento del danno, dal momento che, come abbiamo detto poc’anzi, l’indennizzo è cosa ben diversa, e ha una sola funzione “riparatoria” e non quella di ripristinare la situazione preesistente al verificarsi del danno, come avviene in caso di risarcimento.

Danni da vaccini obbligatori: quando e quanto spetta

Quali vaccinazioni sono indennizzabili?

La legge stabilisce che l’indennizzo e gli altri benefici previsti spettano a chi, alternativamente:

  • si è sottoposto a vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria;
  • ha praticato vaccinazioni non obbligatorie, ma necessarie per motivi di lavoro o per incarichi d’ufficio o per poter accedere ad uno stato estero;
  • rientra nella categoria dei soggetti a rischio operanti in strutture sanitarie ospedaliere» e, in quanto tale, si è sottoposto a vaccinazioni, anche non obbligatorie

Quanto alla vaccinazione influenzale è il caso di ricordare che essa appartiene alle somministrazioni semplicemente “raccomandate” dalle autorità sanitarie pubbliche. Tuttavia, sul punto è importante segnalare il recente orientamento della Corte costituzionale, secondo cui, poichè la vaccinazione antinfluenzale ha l’obiettivo di assicurare la tutela della salute collettiva, così come i vaccini obbligatori, spetta alla collettività sostenere l’onere dell’eventuale pregiudizio individuale.

Conseguentemente, secondo la Corte, quando le vaccinazioni vengono incentivate e promosse dalle pubbliche autorità, non può sussistere alcuna differenza rispetto alle vaccinazioni imposte e l’indennizzo non può quindi essere escluso.

A quanto ammonta l’indennizzo?

L’indennizzo consiste in un assegno vitalizio periodico che si compone di due quote:

  • una somma determinata sulla base dell’invalidità accertata (cumulabile con altri assegni di invalidità che già si dovessero percepire); In ogni momento è possibile richiedere la revisione della categoria di danno per aggravamento della patologia per la quale si percepisce l’indennizzo;
  • un’indennità integrativa speciale.

La tabella contiene 8 categorie di invalidità (l’8ª categoria corrisponde alla lesione meno grave) cui corrispondono, per il 2020, questi importi mensili:

  • 8^ Categoria  = € 1.599,37
  • 7^ Categoria  = € 1.626,79
  • 6^ Categoria =  € 1.654,16
  • 5^ Categoria =  € 1.681,57
  • 4^ Categoria =  € 1.709,00
  • 3^ Categoria =  €1.736,36
  • 2^ Categoria =  €1.763,59
  • 1^ Categoria =  €1.791,01

In caso di decesso del danneggiato gli eredi hanno diritto ad un assegno reversibile per 15 anni o ad un assegno una tantum di €. 77.468,53 euro ed alle rate di indennizzo maturate dalla data della domanda al giorno della morte.

In caso di patologie plurime, è possibile ottenere, un indennizzo aggiuntivo del 50% rispetto a quello stabilito per la patologia più grave.

E’ prevista inoltre, l’esenzione, solo dopo il riconoscimento del diritto all’indennizzo, dalla partecipazione alla spesa sanitaria e dal pagamento della quota fissa per ricetta limitatamente alle prestazioni sanitarie per la diagnosi e la cura delle patologie

Come richiederlo ed entro quando si prescrive

L’indennizzo deve essere richiesto con apposita domanda indirizzata all’Azienda Sanitaria di appartenenza, allegando la documentazione comprovante: la data della vaccinazione, i dati relativi al vaccino, le manifestazioni cliniche conseguenti alla vaccinazione e l’entità delle lesioni o dell’infermità da cui è derivata la menomazione permanente.

Se il danneggiato è deceduto, l’istanza può essere proposta dagli eredi.

Ricevuta la domanda la stessa verrà poi inoltrata alla Commissione Medica Ospedaliera (CMO), che a sua volta provvede a convocare a visita medica l’interessato, ad esaminare la documentazione sanitaria e a redigere il giudizio sul nesso causale tra l’infermità e la trasfusione.

Il diritto all’indennizzo si prescrive in tre anni decorrenti dal momento in cui si è avuto piena conoscenza dei danni provocati dalla vaccinazione.

Danni da vaccini e risarcimento

Mentre per ottenere l’indennizzo, occorre dimostrare l’esistenza di una patologia provocata dalla vaccinazione, per ottenere il risarcimento dei danni  da vaccino nei confronti di chi ha effettuato la vaccinazione occorre promuovere una causa, dimostrando i profili di responsabilità.

Al riguardo è bene ribadire la sostanziale differenza che esiste tra indennizzo e risarcimento.

Mentre l’indennizzo è espressamente previso da una norma di legge e deriva da una condotta del tutto lecita, il risarcimento trova il proprio presupposto nell’accertamento di una responsabilità colposa o dolosa dei sanitari come stabilito dal Codice Civile.

Pertanto con il risarcimento in caso di danni da vaccini, è possibile ottenere una forma di ristoro piena, comprensiva di tutti i pregiudizi subiti (morale, patrimoniale, esistenziale etc..) e non soltanto una somma forfettaria come previsto per l’indennizzo (che, come detto sopra, è una misura di solidarietà sociale con funzione assistenziale, riconosciuta in via generale dalla legge).

E’, quindi, possibile ottenere il risarcimento per i danni da vaccino nel caso in cui questi potevano essere previsti ed evitati, ad esempio perché il vaccino è stato eseguito nei confronti di un soggetto cui era controindicato per la presenza di patologie pregresse.

Al di fuori da questi casi, in cui non c’è colpa dei sanitari, il danno sarà semplicemente indennizzabile in base ai criteri testé indicati.

In quest’ambito, tuttavia, sono diversi gli aspetti che occorre analizzare per riuscire ad ottenere il risarcimento: l’intrinseca o meno pericolosità del vaccino, l’idoneità fisica del paziente, malattie congenite, allergie conosciute e conoscibili, valutazioni effettuate dal personale sanitario,  i soggetti tenuti responsabili.

Questi, e molti altri, sono i fattori che contribuiscono a modificare il successo di una richiesta di risarcimento danni.

Per far luce su ciascuno di questi aspetti, e garantirti la tutela piena ed effettiva dei tuoi diritti in caso, nei di gravi menomazioni conseguenti ad una vaccinazione obbligatoria o raccomandata, puoi decidere, quindi,  di farti assistere da un avvocato qualificato e con esperienza nel risarcimento danni da emotrasfusioni, emoderivati e vaccinazioni.

Un’accurata assistenza legale, si rivela dunque fondamentale in queste situaizoni.

Se pensi di aver subito un danno a causa della somministrazione di un vaccino, puoi contattare ora il nostro Studio Legale che da anni si occupa di casi di questo tipo attraverso il form che torvi in questa pagina.

 

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